Il Tirreno

«Altro che aperti al pubblico, la discarica è insalubre»

«Altro che aperti al pubblico, la discarica è insalubre»

il comitato no cava fornace: i sindaci disertino l’open day  

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MONTIGNOSO. Dopo la notizia di un nuovo “Open Day” organizzato dai gestori della discarica ex cava Fornace ,e in programma l’ 8 giugno presso l’ impianto, i membri del Comitato “No discarica” esprimono le loro perplessità.

«Si cerca, in tutti i modi, di far apparire un’ industria insalubre di prima classe, che secondo la legge sanitaria italiana (citiamo) “Le industrie insalubri di 1^ classe devono essere isolate nelle campagne e tenute lontane dalle abitazioni”, come in un luogo dove, secondo i gestori, si possa benissimo organizzare un party e raduni. I gestori della discarica “quelli per la trasparenza, quelli del siamo tutto in regola” ci hanno più volte riservato queste cortesi definizioni (citiamo) «dai comitati stillicidio di bugie. Siamo in regola sotto ogni aspetto E in ogni caso, tanto per continuare ogni volta nelle precisazioni, non facciamo parte delle industrie insalubri di prima classe.» . Il Comitato più di una volta ha sostenuto che questa discarica è per sua natura un’industria insalubre e che Aia e Via confezionate a suo tempo avevano omesso di inquadrarla come tale».

E citano un parere dell’Asl: «Finalmente, in una risposta ufficiale, conferma che la discarica di cava Fornace è un’industria insalubre di prima classe. Alla luce di questa risposta, diventa ancora più obbligatorio per i sindaci di Montignoso e Pietrasanta chiedere il riesame dell’Aia con obbligo di includere il parere Igienico-Sanitario e rifare una Verifica di Impatto Ambientale Postuma, proprio per valutare se questa discarica insalubre possa operare qui, vicino a centri abitati, adiacente ad aziende artigianali anche di prodotti alimentari come la Bottega di Adò, o i gelati Giuntoli, pizzerie e zone di rispetto ambientale. La recente foto fatta da una cittadina della Renella, a questo punto, acquista ancora più valore e ci chiediamo se non sia assolutamente necessario anche un nuovo studio della propagazione delle polveri sottili e delle fibre di amianto, anche perché alcune analisi riportano che, malgrado la discarica non riceva amianto da oltre 1 anno, le fibre sono ancora ben presenti con valore di 2.3 (ff/l) in corrispondenza della zona uffici, 1.7 (ff/l) nella zona di scarico e 2.0 (ff/l) presso l’area pesa».

Per queste ragioni invitano i sindaci al boicottaggio del giorno di visite alla discarica. « Tale cosa dovrebbe fare riflettere i sindaci Lorenzetti e Giovannetti sulla opportunità di una loro partecipazione ad eventi dentro una discarica di materiali speciali tra cui amianto, cancerogeno sotto ogni forma. Ci auguriamo che alla luce di questo nuovo e importante documento rilasciato da Asl, si possano accelerare le richieste e avviare controlli ambientali più stringenti e rinnoviamo l’invito a Paa affinché richieda essa stessa una Via postuma e una revisione Aia, dato che nell’ottica della vera trasparenza e del tutto in regola, come loro sostengono, nulla dovrebbero temere. Di certo una nuova Aia non farà che migliorare le qualità ambientali del sito di discarica». —

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