Il dolore
Per anni maestro di sci, ora gira il mondo in barca a vela
ldo Di Lupo, del Club Nautico, è pronto a ripartire: ha iniziato tre anni fa. «Sono diretto alle Fiji, per settembre dovrei essere circa a tre quarti dell’opera»
CARRARA. Dalle vette innevate della montagna al girare il mondo in barca a vela è l’inversione di rotta (per restare in tema) che Aldo Di Lupo, velista del Club Nautico di Marina di Carrara, 64 anni ed ex-maestro di sci, ha compiuto nella sua vita, mosso da un desiderio immenso di riuscire a compiere la traversata oceanica che ha sempre sognato.«È un giro del mondo fatto lentamente, step by step - racconta Aldo - non si può navigare sempre e tutto l’anno. In certi posti occorre trovare la stagione giusta e stare fermi il periodo degli uragani. Procedo lungo la rotta classica nella fascia tra i due tropici seguendo l’Equatore, da est verso ovest, quella che i velisti tedeschi chiamano "a piedi nudi" perché si naviga nei mari caldi, seguendo i venti e le correnti dominanti. Soltanto Ambrogio Fogar fece il contrario, come i regatanti che lo fanno per gara e non percorrono gli stretti classici»
.Il viaggio di Aldo Di Lupo a bordo della sua "Thodet", una imbarcazione a vela di 13 metri modello Hunter 44, inizia i primi di luglio del 2016, quando decide di abbandonare la sua attività di rappresentante di articoli sportivi che ha svolto per una ventina di anni per dedicarsi totalmente alla sua "missione".«La mia prima destinazione è stata Gibilterra, poi le Canarie; ho percorso l’Atlantico fino a Capo Verde e poi sono arrivato ai Caraibi dove sono stato un anno. Da lì ho proseguito per Panama e sono arrivato alle Galapagos prima e in Polinesia dopo. Ho visto tutti gli arcipelaghi più belli, le isole Cook, Tonga e Fiji arrivando a metà del giro. Ho lasciato lì la barca a settembre perché iniziava la stagione dei cicloni oceanici, sono tornato l’inverno a casa e ora sto partendo per le Fiji per riprendere il viaggio. Dovrò fare prima alcune migliorie e alcuni interventi di manutenzione, ripitturare la carena e se tutto va bene per settembre di quest’anno sarò arrivato ai 3 quarti del giro, dopo aver fatto rotta verso l’Australia visitando le isole Mata-utu, Solomone, Papua Nuova Guinea, Indonesia, Malesia e Thailandia».
Aldo Di Lupo non viaggia mai da solo. Ha cambiato alcuni compagni di viaggio del Club Nautico di Marina di Carrara e alcune tratte (generalmente vanno dai 4 ai 7 giorni di media anche se alcune tratte hanno richiesto fino a 18 giorni) le ha fatte con la moglie quando è riuscita ad essere libera dagli impegni scolastici.Quest’anno lo accompagna un velista conosciuto sul gruppo Velisti in Facebook che conta più di 40.000 iscritti. L’imbarcazione di Di Lupo è "oceanizzata", minuziosamente preparata per quattro anni con strumentazione radar, Ais (Automatic Identification System), pannelli solari e generatore eolico per l’elettricità, dissalatore per l’acqua e carburante.«Navigare gli oceani è forse la parte più semplice di tutta l’impresa - afferma Aldo - perché il difficile sono l’organizzazione, incastrando tutti i tasselli di famiglia, genitori, figli, e la pianificazione del viaggio, studiando le condizioni meteo per essere nell’oceano giusto al momento giusto. Altri problemi da affrontare sono la burocrazia e in alcuni casi c’è il rischio pirateria. Il cibo è un tasto dolente, visto che in giro per il mondo non si trovano i nostri prodotti classici (uova, formaggio, salumi) e la qualità a volte è pessima»
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