Il Tirreno

La favola di Anna e Pasquale, centenari e sposi da 73 anni

Francesca Vatteroni
La coppia il giorno del centesimo compleanno di Pasquale
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La coppia il giorno del centesimo compleanno di Pasquale

Si conobbero da ragazzini, le nozze nel 1946: lui romano, lei di Carrara. Il colpo di fulmine quando lei andò a trovare una cugina a Roma

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CARRARA. “E vissero entrambi felici e contenti” è la formula di rito che racconta il finale di ogni fiaba che si rispetti, che non precisa però per quanto tempo vissero entrambi felici e contenti. Nel caso di Pasquale Bracciali e di Anna Brani per esempio, il tempo sembra essersi fermato, come se non esistesse: lui ha compiuto da qualche giorno 100 anni, lei ne ha compiuti a novembre 102, si sono fidanzati a Roma nel 1939 e si sono sposati alla Chiesa della Lugnola di Carrara il 26 ottobre del 1946. Stanno insieme da una vita: 80 anni.

Lui è romano e lei è carrarese e, racconta Daniela una delle figlie, il loro è stato un vero e proprio colpo di fulmine: si sono conosciuti a Roma perché Anna aveva una cugina, Marta, che abitava là ed era fidanzata con il fratello di Pasquale. Marta ha sempre raccontato che quel giorno a casa sua, quando Anna e Pasquale si incontrarono, lei, Marta, disse a un certo punto: ”Mancano i limoni” e si sentì rispondere: ”Andiamo noi”. I due ragazzi uscirono e a detta della cugina, come ricorda ridendo la figlia Daniela ”Uscirono e poi non tornarono più”.

Un amore che ha attraversato la guerra, durante la quale Pasquale era aviere a Rimini: ”Negli otto anni di fidanzamento si saranno visti sì e no una decina di volte: lui era a Roma e lei a Carrara ed era sconveniente all’epoca frequentarsi liberamente, non è come oggi, e poi è scoppiata la guerra, così hanno dovuto aspettare fino al ‘46 per sposarsi” spiega la figlia. «Io l’ho conosciuta nel ’39 e appena, appena - ripete Pasquale Bracciali, quando gli chiediamo come conobbe Anna - appena l’ho vista mi sono innamorato e lei da subito si è innamorata di me: mi ha detto “Tu devi essere mio” e non appena abbiamo potuto, ci siamo appartati e ci siamo baciati. Ma siamo stati lontani per otto anni dopo: ci saremo visti sì e no per 20 giorni, perché c’era la guerra».

Dopo la guerra però tutto è andato per il meglio: nel 1946 si sono sposati, nel 1948 sono nate le due figlie gemelle, Daniela e Stefania, lui faceva il ferroviere e lei la sarta, hanno vissuto i primi anni di matrimonio a Centocelle, un quartiere romano di periferia e poi si son trasferiti in un quartiere più centrale, vicino all’Eur, a Montagnola: «Ma Carrara la portiamo nel cuore: siamo sempre venuti a passare l’estate a Carrara, prendevamo cabina e ombrellone per tre mesi ogni anno» racconta Daniela.

Certo che festeggiare i 100 anni insieme a moglie, figlie, nipoti e parenti, tutti intorno alla stessa tavola, sembra un traguardo incredibile eppure, ci racconta Pasquale, è tutto più semplice di quanto appaia. Infatti quando gli chiediamo quale sia il segreto di una vita così lunga: «Voler bene a tutti, fare del bene, mangiare e bere» risponde. E quando gli chiediamo come abbia fatto a costruire un matrimonio così lungo, risponde semplicemente: «Lei ha voluto sempre bene a me e io ho voluto sempre bene a lei». —

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