Sicurezza
Petizione per dire no alla centrale idroelettrica «Habitat compromesso»
LICCIANA NARDI. Quella centrale idroelettrica non s’ha da fare! Salgono sulle barricate i cittadini di Tavernelle di Licciana Nardi, i quali si schierano contro il progetto per la realizzazione di un impianto idroelettrico sul torrente Taverone in località Tavernelle e propongono siti alternativi sulla scorta di quanto deliberato dal consiglio comunale di Licciana Nardi.
Una storia travagliata quella del progetto in questione, iniziata nel 2011 e proseguita a suon di carte bollate fino a oggi, con i cittadini che lanciano, a seguito di una assemblea pubblica tenutasi nei giorni scorsi, una petizione e una raccolta di firme contro il progetto, supportati dal Comune di Licciana Nardi che avrebbe dato mandato ad un tecnico per una relazione contraria al progetto, alla quale saranno allegate le firme. Il tutto in vista della Conferenza dei servizi in programma giovedì 16 maggio a Firenze, visto che chi propone il progetto, l’imprenditore Luigi Lorenzani, lo ha ripresentato con varie modifiche, quindi si è aperto l’iter per la Valutazione di impatto ambientale in sede di Regione Toscana. Un’opera che, secondo i cittadini, metterebbe a repentaglio le attività sportive di canoa e kajak, l’utilizzo escursionistico e la pesca sportiva in un’area di elevato interesse ambientale, incontaminata come si suol dire. “L’esecuzione dei lavori (transito nell’alveo con mezzi pesanti ed utilizzo di malte cementizie) comprometterebbe – scrivono i cittadini nella petizione – l’habitat per un lunghissimo periodo, in un tratto di torrente ben maggiore rispetto a quello interessato dal progetto. Le peculiarita del nostro Comune sono legate ad una economia agraria e al piccolo turismo. Le procedure di Via non possono non tenere in considerazione gli interessi territoriali rispetto alla necessità di un’opera che può essere tranquillamente realizzata in altri siti, come la zona industriale del Piano della Quercia, o la diga di Pontedilegno”, aggiungono i cittadini nella petizione, i quali invitano a firmare nei negozi, nei bar, nei ristoranti e negli esercizi pubblici della Valle del Taverone e di Comano. –
Gianluca Uberti
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