Il dolore
Ingredienti top e prezzi bassi Così Manuel diventa storia
Il locale di Pontremoli è arrivato alla terza generazione e punta al secolo di vita Calzone a stella e pizza con tanti porcini conquistano clienti vecchi e nuovi
pontremoli. Il locale da “Manuel” è un pezzo di storia della ristorazione pontremolese. Quasi al confine con il comune di Mulazzo, in località Teglia, la pizzeria ha attraversato tre generazioni di proprietari e continua ancora oggi a sfornare pizze, ma non mancano anche piatti di pesce e carne, o alimenti della tradizione enogastronomica lunigianese senza dimenticare qualche tocco di “internazionalità”.
Il proprietario, Enzo Buttini, ci accoglie nel salone d’ingresso del locale e ci racconta la storia del ristorante che ormai punta verso il secolo di vita: «La prima licenza della mia famiglia è del 1926. Era un’osteria che nel corso degli anni ha cambiato numerosi nomi e che è stata gestita dalla mia famiglia, da mia nonna Adele e mia madre Elsa in primis». Ma nonna Elsa non ha ancora “lasciato” lo scettro perché con i suoi 91 anni, portati benissimo, è ancora oggi l’autrice di uno dei dolci più amati dalla clientela, il tiramisù alla frutta: «A 91 anni mi tocca ancora lavorare - commenta con ironia - ma lo faccio con piacere».
Ritornando alla storia del locale il passaggio da trattoria-osteria a pizzeria avviene nell’aprile 1982: «Eravamo la seconda pizzeria della città - racconta Enzo - cambio cui si aggiunge anche quello del nome, che diviene quello con cui è conosciuta a tutt’oggi, ovvero Manuel, in onore del figlio che oggi è il vicesindaco di Pontremoli. Da allora il locale è rimasto fedele a se stesso, con una politica fatta di rispetto delle materie prime e di costi al di sotto della media delle pizzerie standard, ma anche con la voglia di osare per quanto concerne i piatti. Tra i cavalli di battaglia di Enzo (che oltre ad esserne il proprietario è anche uno dei due addetti, assieme a Francesco, alla realizzazione delle pizze) c’è la pizza con i funghi porcini: «È sempre una delle più amate anche perché utilizziamo una materia prima di alta qualità e senza lesinare sulla quantità». Tra gli altri pezzi forti ci sono senza dubbio le focacce e i calzoni («un’invenzione di cui sono fiero, è il calzone stella con quattro piccoli calzoni con al centro del piatto la burrata campana dop”) amati dagli avventori per la fragranza e la croccantezza. Ma in questi ultimi anni hanno riscosso apprezzamenti anche la frittura di pesce e la carne alla griglia, rispondendo alle richieste di una clientela sempre più varia: «da noi non c’è il cliente standard. Vengono sia giovani che persone più su con gli anni e persone del territorio come turisti di passaggio». E a proposito di visitatori, il pensiero va subito all’estate che sta per bussare alle porte: «La bella stagione è il momento migliore per noi come del resto per tutto il territorio lunigianese che si rianima. Durante l’estate possiamo infatti sfruttare anche l’area esterna (dove ora c’è uno splendido glicine in fiore) che permette agli avventori di gustare la pizza potendo godere di un piacevole venticello rinfrescante». —
Riccardo Sordi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
