Il Tirreno

la sentenza 

Vende merce contraffatta e picchia i carabinieri

Alessandra Vivoli
Vende merce contraffatta e picchia i carabinieri

Assolto in appello, per prescrizione, un 41enne senegalese che era stato fermato sul lungomare nove anni fa

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CARRARA. Era stato fermato sul lungomare a Marina nel novembre del 2010 di Carrara mentre vendeva merce contraffatta. Aveva steso sul marciapiede una vera e propria montagna di piumini, magliette, tute da ginnastica che riportavano (falsi) i marchi di case di moda molto famose: da Moncler a Lacoste, passando per Peuterey.

I carabinieri erano quindi intervenuti, per fare alcuni controlli di routine, e l’uomo, il 41enne senegalese Thian Khasse era andato in escandescenze. Aveva cominciato a tirare calci e cercare di colpire con i pugni i militari che, alla fine erano riusciti a bloccarlo ma non senza fatica e, soprattutto, non senza aver rimediato qualche calcio.

Il senegalese era quindi finito in manette e, all’epoca, gli vennero contestati ben cinque capi di accusa: dalla resistenza a pubblico ufficiale alle lesioni aggravate fino alla introduzione sul territorio di merce contraffatta e alla ricettazione e alla non esibizione dei documenti di identificazione che si era rifiutato di mostrare.

Per tutta questa serie di contestazioni il venditore ambulante abusivo era finito a processo e, in primo grado, il tribunale di Massa lo aveva condannato a un anno e 10 giorni di reclusione.

A questo punto della vicenda, che era avvenuta con non poco scalpore proprio in una zona centrale di Marina di Carrara adibita alla passeggiata domenicale, interviene la burocrazia, o meglio si muove, molto lentamente la macchina della giustizia.

L’avvocato Antonio Figaia presenta ricorso in appello per conto del suo assistito, Thian Khasse, contro la sentenza di primo grado. Passa parecchio tempo prima che il ricorso venga discusso tanto che nel frattempo interviene la prescrizione.

La Corte di Appello, nei giorni scorsi ha quindi emesso la sentenza disponendo di «non doversi procedere per intervenuta prescrizione».

Non solo, per quel che riguarda il capo di imputazione (la ricettazione) per cui non è intervenuta la prescrizione, il 41enne senegalese si è visto pure ridurre la pena: un mese di reclusione.

In sostanza per tutto quello che gli era stato contestato dopo la scena da Far West sul lungomare di Marina di Carrara, e dopo una condanna a un anno e dieci giorni in primo grado, il venditore abusivo che si era scagliato contro i carabinieri, si è visto riformare la sentenza. E la pena è scesa a un solo mese di reclusione. —

Alessandra Vivoli

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