Il Tirreno

al Charlie Brown  

Una donna davanti al forno e l’idea del sacchetto mare per una pizza in spiaggia

Luca Santoni
Una donna davanti al forno e l’idea del sacchetto mare per una pizza in spiaggia

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CARRARA. La pizza è donna al Charlie Brown di Marina di Carrara. Presente dal 1986 in via Giuseppe Garibaldi, proprio di fronte a piazza Nazioni Unite, la tradizione di una delle più storiche pizzerie marinelle è portata avanti da Giulia Cosentino, titolare del Charlie Brown, dopo che qualche hanno fa il fratello Francesco ha deciso di ritirarsi.

«Io sono una pizzaiola - ci dice, ridendo, la signora Giulia - Questo è un mestiere quasi prettamente maschile. La gente si aspetta di trovare un uomo, e invece al forno ci sono io. Si meravigliano soprattutto i clienti che vengono da fuori. Ormai ci sono abituata e non ci faccio più caso, però è vero, di pizzaiole ce ne sono pochissime».

È un lavoro duro per una donna? «Ho iniziato a lavorare a 14 anni, sicché per me è normale. Certo, il lavoro è molto impegnativo, perché bisogna stare in pizzeria dalla mattina alla sera, ma non mi pesa. L'impasto è importantissimo, bisogna saperlo fare e richiede il suo tempo. La sera facciamo pizze al mattone col forno a legna, e vanno lavorate alla maniera napoletana con le mani, assolutamente senza mattarello. Comunque basta sapersi organizzare». Quali sono i vostri piatti che vanno per la maggiore? «A pranzo soprattutto farinata, pizze a taglio, focaccine farcite e insalate. La sera, per le pizze da asporto, la gente chiede i gusti classici: margherita, capricciosa, speck e mascarpone, ma piacciono anche quelle più elaborate come la “Partigiana” (pomodoro, mozzarella, lardo, pomodorini, rucola e scaglie di parmigiano) e la “Mafalda” (gamberetti in salsa rosa e crudo). I ragazzi, specialmente nel fine settimana, vanno matti per le focaccine farcite con Nutella e mascarpone. Per la stagione estiva vorremmo rilanciare l’offerta “sacchetto mare” con pezzo di pizza, focaccina farcita e una bibita a 5 euro. A mezzogiorno lavoriamo soprattutto con gli operai del cantiere, come da tradizione. I numeri adesso però sono calati, perché al cantiere ci sono tanti stranieri dell'est che si portano il mangiare da casa. Anche le ditte esterne sono calate molto, mentre prima ce n'erano tante che venivano da Palermo e Napoli. Se siamo qui da tanti anni, c'è andata abbastanza bene, anche se ci sono gli alti e bassi, con la concorrenza che è cresciuta parecchio. Ormai abbiamo la nostra clientela, ma di pomeriggio il giro si è ridotto molto, da quando hanno aperto la Ztl in via Rinchiosa. Quello è diventato un punto di ritrovo, ma qui siamo tagliati fuori. Per dare lavoro a tutti, il Comune dovrebbe fare qualcosa. La pineta, che abbiamo qui davanti, potrebbe essere valorizzata, magari con dei giochi per bambini, o abbellita con fioriere. Qui adesso hanno eliminato tutto, non si fa più niente ed il quartiere ne risente». La signora Giulia avverte un po' di trascuratezza: «Il Comune potrebbe cercare di rendere più bella anche la nostra zona, come hanno fatto in via Rinchiosa». —

Luca Santoni

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