Il Tirreno

la battaglia sulla vetta 

Gli avvocati dei concessionari: «Se Bettogli chiude cinque milioni di investimenti e 27 posti a rischio»

Uno scorcio del bacino di Bettogli
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Uno scorcio del bacino di Bettogli

Le memorie degli avvocati della Gemignani e Vanelli: «In due anni versati 6,5 milioni di tassa marmi al Comune»

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CARRARA. Il Tar entrerà nel merito il prossimo 4 giugno e, fino ad allora la cima del bacino di Bettogli non sarà toccata, o meglio, “tagliata”.. Il tribunale ha respinto con tre ordinanze gemelle altrettante richieste delle aziende di escavazione che operano in quell’ambito. Nessuna sospensiva rispetto a quanto stabilito nella conferenza dei servizi relativa e gli atti connessi, se ne parlerà nel merito il prossimo giugno, con una proroga rispetto alla data di scadenza dell’autorizzazione (fissata al 22 aprile) per l’azienda capofila dei ricorsi stessi, la Gemignani e Vanelli.

E proprio i legali dell’azienda, il professor Mario Pilade Chiti e Antonella Vergine, nelle loro memorie difensive spiegano - dando la loro versione e analisi dei fatti - cosa succederà qualora il taglio della vetta venisse definitivamente negato e con esso la possibilità di poter proseguire l’attività estrattiva.

La cava 102, gestita dalla società Gemignani e Vanelli sarà costretta a chiudere del tutto la propria attività- è stato ricordato dagli avvocati Chiti e Vergine nella loro memoria. «Gli effetti per tutta la filiera sarebbero davvero ingentissime, le ricadute occupazionali addirittura peggiori»: hanno ricordato i legali davanti al tribunale amministrativo della Toscana.

E sono stati snocciolati i numeri, e le cifre, che i legali della Gemignani e Vanelli hanno messo in relazione alla chiusura dell’attività di cava nel bacino di Bettogli.

Si parla quindi dei 15 addetti che l’azienda occupa direttamente e a quelli che invece sono impiegati nella seconda società del gruppo - la Sagevan - che si occupa della lavorazione (la cosiddetta filiera) del materiale estratto nella cava 102 e che sono 11.

Ma l’analisi è proseguita parlando anche di un indotto a cui fanno capo ben 272 aziende esterne: 184 di queste sono fornitori che prestano il proprio servizio per attività strettamente connesse alla cava e alla Sagevan.

Dai numeri legati all’occupazione alle cifre, quelle che gli avvocati della Gemignani e Vanelli hanno messo in relazione alla eventuale chiusura della cava 102. Partendo dai 6,5 milioni di euro a titolo di tassa marmi che la società ha versato belle casse comunali nel periodo che va da gennaio del 2016 a dicembre del 2018.

I legali hanno quindi messo in evidenza, nelle memorie depositate al tar, che la chiusra della cava a Bettogli comporterò anche un “effetto domino” anche sulla società di autotrasporti Eredi Mazzucchelli Ivrea srl «che opera con i suoi due addetti per il 75% con il prelievo dei materiali estratti in cava e per il 25% con i trasporto che le sono affidati dalla Sagevan stessa».Insomma un bilancio di previsione pesante, secondo i legali della Gemignani e Vanelli in termini di lavoro e investimenti. —

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