Sicurezza
Morbillo, trentunenne ricoverata al Noa l’Asl: non è in pericolo
La donna, che vive a Pontremoli è stata trasferita alcuni giorni fa nel reparto di Malattie infettive dell’ospedale di Massa L’invito alla vaccinazione
pontremoli. Una donna di 31 anni, di Pontremoli, è ricoverata al Noa (Nuovo ospedale apuano) dopo essere stata colpita da morbillo.
La 31enne è stata trasferita al Noa alcuni giorni fa con febbre alta e difficoltà respiratorie. È tuttora ricoverata nel reparto di Malattie infettive ma, fa sapere l’Asl, il peggio è ormai passato ed è in via di guarigione. Dall’Azienda sanitaria locale assicurano che non c’è alcun rischio epidemia in corso. Quel che è certo è che il morbillo, negli adulti, può avere conseguenze anche più gravi che nei bambini, e per questo motivo la raccomandazione da parte dell’Asl Toscana nord ovest è quella di vaccinarsi. Secondo le stime, il rischio di mortalità nell’adulto è circa 4 o 5 volte più elevato che nel bambino, anche se bisogna sempre tenere conto della vulnerabilità individuale. Maggiore è l’età della persona colpita, maggiore è il rischio di complicanze. Lo scorso anno l’Italia deteneva in Europa il primato di maggior numero di adulti non vaccinati.
Nel 2018 un autista di Sanremo è morto per le complicanze del morbillo, com’era successo ad altre 4 persone l’anno precedente. Succede in media, ogni anno, a circa uno o due pazienti italiani, su mille infetti (bambini e adulti), di morire per l’evoluzione critica della malattia. Nel 2017, in Italia, su 4575 casi di morbillo (l’età media di chi l’ha contratto è di 27 anni), sono stati accertati in totale 4 casi di decesso per complicanze: la mortalità è dello 0, 1% –0, 2%.
Il sintomo che caratterizza la malattia è un’eruzione cutanea, anticipata da sintomi che ricordano quelli di raffreddore e influenza. Le macchioline rosse partono dalla testa e in 4-7 giorni si diffondono in tutto il corpo. Queste manifestazioni si sviluppano in genere 10-12 giorni dopo l’esposizione a una persona infetta e continuano per circa una settimana – 10 giorni. «Il morbillo – aggiunge l’Asl – è una malattia che se non presenta complicazioni può essere trattata con riposo e terapia sintomatica, senza ricovero. In caso di sintomi respiratori importanti è raccomandabile rivolgersi al proprio medico di famiglia o al pronto soccorso. Ricordiamo che il morbillo è una patologia per la quale in caso di infezione è possibile mettere in atto solo la terapia sintomatica. La vera prevenzione viene assicurata dalla copertura vaccinale della collettività». –
Tiziana Gori
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