Sicurezza
In mostra le croci profane che riflettono sulla Pasqua «Polemiche? Visitateci»
Da oggi fino a venerdì 3 maggio la Teké Gallery ospiterà la mostra “Crucifige! Cruficige!” del Fronte Acciaio Cromato che gioca sulla figura del coniglio
«A chi fa polemica diciamo: venite a vedere e informatevi». Che la mostra potesse in qualche modo far discutere era già stato messo in conto sia dagli artisti sia dagli organizzatori; sia per il periodo (la settimana di Pasqua) sia per il tema (le croci), ma sottolineano: «Come per tutti i settori diciamo che i pregiudizi non vanno mai bene: visitate la mostra, ma soprattutto informatevi, perché noi ci siamo informati molto prima di farla». Così risponde Marco Pedri della Teké Gallery di via Santa Maria a Carrara che da oggi (venerdì) a partire dalle 19 e fino a venerdì 3 maggio (dal lunedì al sabato dalle 15 alle 19) ospiterà, come abbiamo scritto nei giorni scorsi, “Crucifige! Crucifige!” la mostra del collettivo Fronte Acciaio Cromato (Fac).
Alle 19 ecco l'inaugurazione, con l'illustratore delle locandine Marco Galli che sarà presente per la firma delle copie; per l'occasione ci sarà anche la vendita delle serigrafie (33 euro, anziché 50 per l'inaugurazione); dalle 20 anche il dj set con Timer Shine. Le sale allestite in via Santa Maria per la mostra targata da Dominik Stahlberg e Stefanie Krome (con la “new entry” Erika Gao) sono due con il tema della crocefissione. Nella prima sala (Bad Trip) la serie dei crocefissi del Fac, i Cruxials.
«La prima sala della galleria vede appesi alla parete tre personaggi, non così noti al grande pubblico, ma che dipingono il folklore delle serate e delle leggende metropolitane nel tessuto sociale della nostra amata Carrara. I tre loschi figuri con sorriso beffardo e sguardo scavato rappresentano Gallerista, Curatore e Responsabile della galleria Teké. Un trio, che preso anche fuori da questa situazione ai confini della realtà, rappresenta, nel mondo dell’arte contemporanea, una trinità sacra a cui ogni artista deve genuflettersi e pregare per avere salva la vita. Gallerista, Curatore e Responsabile proprio come Padre, Figlio e Spirito Santo», avevano dettagliato gli organizzatori.
Lo sguardo, i riflettori, dal mondo dell'arte si spostano dopodiché nella seconda sala “Bunny 2.42” per quello che viene definito «un omaggio profano e profanatore alla sacra Pasqua».
«Siamo abituati a considerare questa festività come una delle più importanti del mondo cristiano ma la Pasqua vera e propria nasce come rito pagano più di 2000 anni prima di Cristo in Babilonia», vanno avanti da via Santa Maria. Ed è qui che la mostra “gioca” sulla figura del coniglio; quest'ultimo «urlante vuole ricordarci che va bene stare a guardare e capire le storie che ci vengono raccontate ma dobbiamo agire, gridare, scalciare se vogliamo raggiungere i nostri obiettivi».
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