Il Tirreno

«Questi articoli parlano al cuore di ognuno di noi. Rispettateli»

«Questi articoli parlano al cuore di ognuno di noi. Rispettateli»

Ecco il testo del discorso pronunciato dal sindaco Francesco Persiani e contenuto in ciascuno dei volumi consegnati ai neo maggiorenni 

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l’intervento

«Oggi ricevete un documento che, pur avendo 71 anni di vita, è stato e rimane la nostra Carta Fondamentale. Da essa si evincono i principi cardine su cui si poggia tutta la nostra società e da cui noi tutti abbiamo il compito di trarne ispirazione nel compimento del nostro dovere quotidiano di cittadini. Vedete, la nostra Costituzione non parla alle istituzioni, alle associazioni od a qualche gruppo di persone ben definito ma parla al cuore di ognuno di noi. La Costituzione è nata dopo un periodo di grande sofferenza del nostro popolo, dove la dittatura e la guerra avevano minato i principi base della convivenza civile e dove la disperazione ormai era il sentimento predominante, ma negli uomini di buona volontà si propagò la ferma volontà di ripartire con un percorso democratico illuminato dall'azione dei patri Costituenti, che vollero fortemente dotare la neonata Repubblica di una propria Costituzione. Questo documento, fin dall'art.1, che recita: “L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione”, stabilisce dei principi cardine del nostro ordinamento che tutt'oggi guidano la nostra società; innanzitutto si riafferma il risultato del referendum del 2 giugno 1946, con cui l'Italia è divenuta una Repubblica, abbandonando la forma monarchica. Si fissa l'importanza del lavoro come diritto e dovere di tutti i cittadini ed infine si enuncia che la sovranità non è caratteristica propria di nessuna èlite, sia essa politica che di altra natura, ma è del popolo che la esercita secondo le prescrizioni della nostra carta Fondamentale. Pur essendo stata modificata negli anni, si pensi alla riforma del Titolo V del 2001, l'assetto originario è rimasto pressoché intatto, mettendo quindi in risalto l'immenso lavoro svolto da coloro i quali furono incaricati di redigerla; ancora oggi, nel 2019, abbiamo il compito di studiarla e di tramandarla non come documento storico, ma come vivo e fulgido atto con cui si disciplinano i valori fondanti della nostra Repubblica. A voi, cari ragazzi, il compito di fare vostri i principi della nostra Costituzione, affinché essa sia sempre guardata con rispetto e devozione, continuando ad essere il nostro faro più splendente». —

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