Sicurezza
Lapideo e metalmeccanica pilastri del nostro export
L’ente camerale: pronti a mettere a disposizione degli imprenditori uno sportello per l’internazionalizzazione e un team di tutor
MASSA-CARRARA. Export: lapideo e metalmeccanica sono i due pilastri della Provincia di Massa-Carrara. Per il marmo grezzo «è il secondo miglior risultato di sempre, per i lavorati il terzo miglior risultato dell’ultimo decennio». Il 2018 si chiude per Massa-Carrara con un valore di esportazioni pari a quasi 1,7 miliardi di euro in calo (-0,6%) rispetto ad un anno prima di 10 milioni di euro. “Spiccioli” - sottolinea in una nota la Camera di Commercio - se paragonati al triennio precedente dove le perdite erano state rispettivamente del – 8,7% nel 2018, 10,1% nel 2016 e 9% nel 2015. Ma consistenti se paragonati alla propensione all’export a livello regionale (+4,5%) e nazionale (3,1%). Tornano ad aumentare invece le importazioni (+19%).
A fornire un aggiornamento, se pur provvisorio, delle esportazioni sulla base dei dati Istat, è l’analisi puntuale dell’Istituto Studi e Ricerche della Camera di Commercio di Massa-Carrara che per sostenere l’export è pronta a mettere a disposizione delle imprese lo sportello per l’internazionalizzazione ed un team di tutor.
«Il dato è provvisorio e marca – analizza Dino Sodini, Presidente Camera di Commercio – un andamento ancora negativo ma di sostanziale tenuta rispetto allo scorso anno. A trainare le nostre esportazioni sono ormai consolidati marmo e Nuovo Pignone che fanno il bello ed il cattivo tempo. Da soli, questi due comparti, valgono l’80% delle esportazioni complessive. Questo macro dato evidenzia come il nostro export sia in realtà un mondo inesplorato per una grande fetta di imprese che non ha ancora la forza, economica e di risorse umane, per conquistarsi fette di clientela fuori dai confini. La missione della nostra Camera è quella di affiancare le imprese in questo percorso progressivo verso l’estero sia fornendo informazioni sia anche con attività più specialistiche come le certificazioni, le procedure doganali, fiscali ed assicurative fino ai finanziamenti comunitari ed internazionali. Con questo nuovo servizio cerchiamo di dotare le imprese di una infrastruttura specializzata che altrimenti non potrebbero permettersi o garantirsi. Aiutiamo le imprese a diventare grandi”.
Ma entriamo nei dettagli. «Rispetto a tre anni fa c’è stato un calo significativo dell’export. – analizza Vincenzo Tongiani, Presidente Isr - È significativa la performance del marmo che è settore, se pur con tante criticità e problematiche, di cui non possiamo fare a meno. La contrazione dei volumi di Nuovo Pignone è temporanea e legata alla crisi del mercato petrolifero. Le macchine che oggi vengono realizzate nella nostra zona industriale, seppur diverse dagli anni scorsi, sono sempre collegate a questo settore strategico per l’economia mondiale».
La metalmeccanica, ovvero macchinari e apparecchiature meccaniche rispetto agli anni passati ha diversificato la categoria economica esportata, ovvero, pur rimanendo sempre all’interno dei macchinari si è confermata la diminuzione piuttosto consistente delle macchine di impiego generale, turbine, pompe, accessori ed altro, ferme nel consuntivo 2018 a 349 milioni di euro, un valore quasi dimezzato (-45%) rispetto a quello dell’anno precedente. Questa dinamica è stata in gran parte compensata dalla crescita di motori, generatori e trasformatori elettrici, apparecchiature per la distribuzione e il controllo dell’elettricità, in fortissimo aumento dai soli 5 milioni del 2017 ai 224 milioni di euro di fine 2018. In entrambi i casi si tratta di comunque di attività riconducibili principalmente ad una sola impresa, la Nuova Pignone.
Per quanto concerne invece il macrosettore lapideo, in specifico il comparto della pietra da taglio o da costruzione, modellate e finite, in sostanza marmo e granito lavorato, dopo un biennio nel quale si erano ottenute solo variazioni negative, in valore assoluto si erano persi circa 27 milioni di euro, «possiamo mettere in rilievo che nell’ultimo anno si sono registrate dinamiche più positive. A consuntivo 2018 le vendite all’estero di marmo e granito lavorato da parte delle aziende apuane ha toccato quota 345 milioni di euro, un valore in aumento di quasi 4 milioni di euro rispetto all’anno precedente e che rappresenta il terzo migliore risultato dell’ultimo decennio, esclusi solamente il 2015 con 367 milioni ed il 2016 con 357. Da valutare positivamente anche gli andamenti delle vendite della restante parte lapidea corrispondente a materiale grezzo che, nonostante un lieve calo nell’ultimo anno, circa 1,5 milioni di euro in meno, mantiene un livello di esportazioni elevato, pari a quasi 211 milioni di euro, il secondo miglior risultato di sempre. Da notare che circa il 57% del marmo grezzo venduto ha come destinazione la Cina, un valore di 120 milioni di euro in crescita di circa 6 milioni rispetto all’anno precedente».
«Rammentiamo infine che alla voce importazioni dopo il livello storico più basso, pari a 351 milioni di euro, ottenuto all’ultimo consuntivo, si registra un’inversione di tendenza con un valore di merci acquistate ed importate nel nostro territorio pari a 417 milioni di euro, incremento di quasi 67 milioni di euro in un solo anno, in percentuale più 19%. Si è trattato in particolare di materiale lapideo (66 milioni di euro), altri prodotti chimici (46 milioni), prodotti della metallurgia (26 milioni di euro) e macchinari e apparecchiature, la voce più consistente con circa 120 milioni di euro di import», si conclude l’analisi di Camera di Commercio e Isr. —
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