Attenzione
I sapori del territorio e un tocco di creatività Ecco a voi il Menhir
Pontremoli. «Pontremoli è un’isola felice, in pratica quasi tutti i mesi c’è un’iniziativa che attrae persone e rende più facile il lavoro per noi ristoratori».
Così sottolinea Anna, una dei tre soci (gli altri due sono Stefano e Mirko, che svolgono anche il ruolo di pizzaioli) che dal 2010 hanno preso in gestione la pizzeria al “Menhir”. Del resto il loro locale è quello che, da un punto di vista logistico, più risente positivamente della vitalità di Pontremoli visto che si trova molto vicino al centro storico; basta fare un centinaio di metri, percorrere viale Fiorini, attraversare il ponte della Cresa e ci si trova di fronte a “sua maestà” il Campanone e nel cuore delle piazze del centro storico. Anna, Stefano e Mirko hanno ristrutturato e rivoluzionato il locale che esiste dagli anni ’90, lasciando però invariato il nome in una sorta di continuità. Ma il loro tocco, innovativo e creativo, si è imposto con l’offerta di uno spettro multiforme di pizze che si vanno a sommare a quelle tradizionali. E così entrano nel menù le acciughe del Cantabrico, il lardo di Patanegra e ancora le gocce di peperoncino dolce “che non danno il piccante ma una piacevole sensazione di dolcezza”. Ma non manca il richiamo ai prodotti locali, soprattutto con un’appassionata ricerca nel campo delle farine per riproporre antichi sapori che rischiano di essere perduti, «proponiamo una pizza con la farina integrale di Pontremoli, il farro che proviene da Mulazzo e poi tanti altri impasti che conferiscono alla pizza un sapore unico e inconfondibile, come il carbone vegetale, il miglio, l’amaranto, la quinoa». Una dimostrazione di questa creatività la si può notare con «una delle pizze che i nostri clienti più gradiscono», quella “Super” che unisce la burrata dop, con i pomodorini gialli («che sono più dolci e meno acidi di quelli i rossi») e le acciughe del Cantabrico. E poi ci sono le pizze “stagionali” come ad esempio, lo scorso autunno, la pizza con mozzarella, castagne e lardo di Patanegra. Un’attenzione per le materie prime che si riflette anche sulla ricerca delle birre: «Cerchiamo di privilegiare quelle artigianali del territorio cercando di far conoscere i sapori della nostra terra. Abbiamo poi, inevitabilmente, anche le classiche birre industriali». La clientela che si presenta è piuttosto varia «spesso la sera ci sono molti giovani, comunque non mancano le famiglie e le persone un po’ più su con gli anni. Cerchiamo di rivolgerci al più ampio pubblico possibile sperando che la varietà delle nostre pizze, classiche e innovative, possano contagiare più clienti possibili». Ma chiaramente oltre alle pizze sono presenti anche piatti delle tradizione enogastronomica lunigianese e non solo. Il locale è aperto tutti i giorni della settimana, sia a pranzo (con l’offerta anche di pranzi di lavoro) che a cena, «è una nostra scelta per offrire sempre un punto di riferimento per la cittadinanza» dalle 11 alle 15 e dalle 18 sino a mezzanotte. —
Riccardo sordi
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