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Condizioni di sicurezza “insufficienti”: nave bloccata in porto

Condizioni di sicurezza “insufficienti”: nave bloccata in porto

La motonave, battente bandiera delle Isole Comore è stata rilasciata dopo tre giorni e una nuova ispezione

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CARRARA. La Guardia costiera ferma una nuova nave in porto per condizioni di sicurezza “insufficienti”.

Non si ferma l’intensa attività della Capitaneria di Porto di Marina di Carrara nella contrasto al fenomeno delle cosiddette “carrette del mare”, più tecnicamente classificate “sub standard”, per indicare il mancato rispetto degli standard minimi di sicurezza fissati dalle convenzioni internazionali vigenti.

Nella giornata del 9 aprile scorso, si spiega in una nota, è stata ispezionata e successivamente detenuta in porto, la motonave Akasia 1, battente bandiera delle Isole Comore, così come la motonave Virile, anch’essa detenuta dalla Guardia Costiera di Marina di Carrara, meno di un mese fa.

«Nonostante sia stata riscontrata una situazione decisamente meno grave – commenta il Comandante della Capitaneria di Porto Maurizio Scibilia – le risultanze dell’ispezione condotta a bordo dall’Ispettore hanno portato inevitabilmente alla detenzione della nave».

Quindici sono state le irregolarità accertate nell’ambito dell’attività ispettiva, di cui sei particolarmente gravi. È stato rilevato il mancato funzionamento di alcuni dispositivi di radiocomunicazione sul ponte di comando, l’assenza a bordo di d.p.i. da utilizzare in caso di principio di incendio su merci pericolose, la mancata conoscenze delle procedure di sicurezza da rispettare per l’ingresso in spazi confinati, la non corretta manutenzione del dispositivo di rilevamento di gas tossici o esplosivi, l’assenza del manuale di prevenzione e mitigazione del rischio di incendio correlato alle operazioni di bordo. In ultimo a similitudine di quanto rilevato dal personale ispettivo della Capitaneria di Porto sulla M/N Virile, sono emerse delle irregolarità anche sui contratti di lavoro dei marittimi in cui era stato fissato un importo salariale ben al di sotto dei minimi imposti dalla Organizzazione Internazionale del Lavoro.

Alla nave, rimasta bloccata in porto per tre giorni, è stata rilasciata l’autorizzazione alla partenza verso il porto di Saida (Libano), dopo la verifica da parte degli ispettori della Capitaneria dell’avvenuto ripristino delle condizioni di sicurezza e navigabilità. —



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