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«Ridateci la nostra Statua Stele» E adesso i paesani si autotassano

Cristiano Borghini
«Ridateci la nostra Statua Stele» E adesso i paesani si autotassano

Continua la mobilitazione gli abitanti di Scorcetoli che dicono no al calco in gesso di sostituzione 

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FILATTIERA. Là dove c’era la statua stele, adesso c’è un buco. Un buco non solamente fisico, ma emozionale, per la piccola comunità di Scorcetoli , privata della sua statua stele. A una settimana dalla rimozione e presa in consegna da parte dei Beni Culturali, che ne curerà il restauro, non si placa il dibattito che anima le piazze, gli stretti vicoli e i luoghi di ritrovo per il ratto subìto. I residenti della frazione si sentono derubati di un simbolo identitario. Questo è il sentire comune che si delinea ascoltando le rimostranze della popolazione. Domenica è stata indetta una riunione di tutta la comunità, che hanno discusso sul presente, ma anche sulle azioni future da intraprendere, per poter fare sì che venga dimenticata l’eventuale musealizzazione appena terminate le operazioni di preservazione della piccola figura litica, facendola così tornare nel suo luogo di conservazione originario.

Durante l’assemblea sono state fatte circolare delle fotografie che confrontano lo stato di conservazione della statua stele nel corso di un decennio, denotando come non vi sia stato alcun peggioramento. Circola anche una piccola, maliziosa, insinuazione: gli sfregi, rinvenuti sul lato sinistro della stele che hanno accelerato l’iter di rimozione e restauro, sarebbero stati già presenti e siano stati assunti a mò di pretesto. Una considerazione detta a mezza bocca, un gossip di quartiere si dirà, che potrà essere confermato o smentito solo da un’analisi più approfondita.

Nell’assemblea si è criticato anche il modo del “prelievo”: i cittadini sono rimasti smarriti dal fatto che gli operai che hanno estratto la stele abbiano operato con strumenti a loro avviso non idonei al mantenimento delle condizioni dell’opera paleolitica, bensì siano stati utilizzati picconi e scalpelli che potrebbero averla danneggiata ulteriormente. «Non ci si è avvalsi di personale qualificato, abituato a trattare con opere di valore storico ed artistico, ma ci sia affidati a operai comunali pontremolesi».

Rimane intanto vivo il progetto di autotassazione, anche con manifestazioni varie, in modo da poter recuperare i fondi necessari all’edificazione di un luogo in cui possa essere conservata in sicurezza la piccola figura primitiva. In questi giorni arriverà il calco, che in qualche maniera dovrebbe sostituirla, ma gli scorcetolesi hanno già fatto capire che non accolgono questa soluzione: una lunga catena ed un piccolo cartello (recitante “Io voglio rimanere qui e solo qui”) sono stati apposti alla colonna dove era collocata la statua. Inoltre si sono organizzati dei turni di guardia per impedire, qualora si presentassero gli addetti, la nuova collocazione del calco in gesso. Una frazione che si ribella a decisioni che, pur se comprensibili razionalmente, toccano e fanno vibrare le corde del cuore. —

Cristiano Borghini

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