Il Tirreno

Ecco a voi Jeff Koons: la standing ovation degli studenti e della città

Francesca Vatteroni
Ecco a voi Jeff Koons: la standing ovation degli studenti e della città

Il presidente Passa: un onore festeggiare con lui i nostri 250 anni di storiaAll’artista il titolo accademico d’onore in scultura: «Ha coniugato arte e poesia»

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Accolto dall’ovazione di un’Aula Magna stracolma di studenti, autorità, critici e appassionati d’arte, tutti accorsi per ascoltare la sua lectio doctoralis e il conferimento del titolo accademico d’onore in scultura, Jeff Knoos ha fatto il suo ingresso trionfale tra standing ovation e applausi. A presentarlo oltre al presidente dell’Accademia Antonio Passa, il direttore Luciano Massari che “con i piedi saldamente appoggiati sulle nuvole” come ha detto lui stesso, ha letto il motivo per cui il Consiglio Accademico ha deciso di conferire il titolo di Accademico d’Onore in scultura a Jeff Knoos perché, quale erede della Pop Art, prosecutore dell’arte concettuale iniziata da Marcel Duchamp, ha segnato l’arte contemporanea degli ultimi 30 anni coniugando arte con poesia: « È una gioia poter festeggiare i 250 anni dell’Accademia di Belle Arti assieme a un grande artista: grazie di essere qua insieme a noi» si è rivolto infine all’artista americano.

Prima di passare la parola a Jeff Knoos, il professore di Arte Contemporanea presso l’Accademia di Belle Arti, Raffaele Simongini, anche lui applaudito dai ragazzi, ha arringato con un’appassionata laudatio l’assemblea, introducendo l’ospite d’onore: «Oggi festeggiamo un artista famoso, l’artista postmoderno innovatore della forma che contamina la propria arte con leggerezza e spavalderia senza precedenti, che mira ad esaltare l’aspetto antiestetico».

Il docente ha invitato a non scandalizzarsi davanti alle opere di Koons noto per le sue opere di gusto kitsch, che illustrano ironicamente quello stile di vita tendente al consumismo, chiedendo piuttosto di pensare alle opere seicentesche che all’epoca fecero scalpore.

Koons eleva gli oggetti kitsch a livello di arte concettuale proponendo un’idea di bellezza alla portata di tutti» considera Simongini ricordando la prima mostra dell’artista al New Museum of Contemporary Art di New York con comuni aspirapolvere racchiusi in teche trasparenti, «reinterpretano l’indifferenza estetica”»sottolinea il docente, perché diventano oggetti da contemplare per la loro nuova bellezza, perché nuovi per sempre in quanto destinati a non essere mai usati. Ancora, il docente di Arte Contemporanea, ricorda la realizzazione della serie The Equilibrium, composta da teche di vetro colme di una soluzione di acqua a cloruro di sodio, come acquari per i pesci, in cui una palla da basket fluttua e trova il suo perfetto equilibrio. L’artista si rifa e rimanda con questo linguaggio a dinamiche consumistiche. Ripercorrendo la carriera artistica di Knoos, il docente non poteva dimenticare il suo Ballon dog, di colore arancio, la scultura a forma di cane, alta tre metri e lunga quasi quattro, che sembra un palloncino gonfiabile ma che in realtà è acciaio rifinito a specchio, battuto all’asta per 58 milioni di dollari a New York nel 2013. «Suscita l’incanto dello spettatore riportandolo all’età più spensierata dell’infanzia». Un’opera con cui Knoos conquistò il sistema dell’arte creando un vero e proprio immaginario post moderno, unendo creazione e designer. «Vorrei concludere-hai poi chiuso Raffaele Somgini lasciando la parola a Jeff Knoos-con una vecchia battuta di Groucho Marx: naturalmente nella vita ci sono tante cose più importanti del denaro. Ma costano un mucchio di soldi. Tra queste le opere di Jeff Koons». —



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