La manifestazione
Domopak e bilancia in casa: a processo per droga
Il compagno aveva nascosto la coca tra i binari, lei lo aveva accompagnato ed è accusata di concorso, ma i soldi trovati nell’appartamento furono restituiti
MASSA. Dopo mesi di pedinamenti - si riteneva infatti che fosse lui uno dei vettori di spaccio per la Versilia - la polizia lo aveva beccato a nascondere diverse buche di cocaina tra i binari della vecchia stazione di Montignoso. Quel giorno con lui c’era la fidanzata, che lo aveva accompagnato in auto: lui patteggiò una pena di 5 anni, lei, accusata di concorso nel reato, aveva scelto il rito abbreviato. E ieri il suo procedimento è tornato in aula, con l’audizione dei due poliziotti che quel giorno effettuarono l’arresto del compagno.
L’operazione era stata battezzata Neve d’Estate. Abderrah Jarmir sapeva come muoversi: quasi nell’ombra, e cambiando spesso il nascondiglio dello stupefacente. Anche se il grosso della cocaina lo teneva sotto i binari della vecchia stazione di Montignoso. Un posto quasi irraggiungibile, perché protetto da una fitta boscaglia. Non poteva immaginare, però, che gli inquirenti seguivano le sue mosse da lontano, grazie a un apparecchio a infrarossi.
La donna, Sonia Razzi, quel giorno era in auto con lui e gli inquirenti ritennero che fosse complice, acconsentendo a che lui nascondesse il denaro e gli attrezzi per il confezionamento delle dosi in casa sua. Ma di quelle prove non è rimasto molto. Durante la perquisizione in casa infatti furono trovati 6mila euro in contanti, un bilancino di precisione e della carta domopak. L’idea è che tutto fosse connesso alla droga.
In realtà i 6mila euro sequestrati furono poi restituiti dal giudice perché non ritenuti direttamente collegabili alla droga, come provento delle vendite. E ieri il pm Alberto Dello Iacono si è concentrato sul bilancino e carta domopak, come prove di un’attività condivisa in casa. Per l’avvocato Riccardo Balatri, che difende la donna, la sola presenza dei due elementi in casa, di per sé non sarebbe particolarmente dirimente: non indicherebbe infatti che si tratti di strumenti utilizzati per lo spaccio. O almeno, non con la consapevolezza della donna.
Anche il domicilio della donna, dove si ritiene vivesse anche lui, dimostrando così che non poteva non sapere, è in realtà diverso da quello di Jarmir, che ha la residenza in un’altra abitazione. —
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