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Oltre cento persone in cura al Sert per la dipendenza da gioco d’azzardo

Benedetta Bianchi
Oltre cento persone in cura al Sert per la dipendenza da gioco d’azzardo

Da febbraio Asl e Regione hanno attivato un numero verde Il dottor Maurizio Varese: sempre di più i minori coinvolti

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La dipendenza nel gioco d’azzardo la crea la velocità di un’azione immediata, la differenza tra quanto si punta e la potenziale vincita e l’imprevedibilità della risposta alla giocata. Tre fattori che fanno sì che l’80% della popolazione giochi alle slot machines e punti molto.

«Il fenomeno è in crescita perché è aumentata la possibilità di giocare e, anche se la legge lo vieta, accedono al gioco molti minorenni – illustra il dottor Maurizio Varese direttore Sert per la zona delle Apuane – la Regione Toscana ha varato un piano di contrasto al gioco d’azzardo che si compone di azioni regionali, di area vasta e zonale; dallo scorso 18 febbraio è attivo il numero verde 800.881515 da lunedì a venerdì dalle 9 alle 18 a cui rispondono psicologi e psicoterapeuti, ma da Massa Carrara non è arrivata alcuna chiamata». Varese fornisce i dati del primo mese: dalla zona nord ovest sono stati presi in carico 18 pazienti (6 a Lucca, 6 a Pisa e 6 a Livorno) fornendo una consulenza o, nei casi più gravi, mettendoli in contatto con i Sert dei diversi territori.

Ieri mattina il professore Filippo Lenzi Grillini, antropologo dell’Università di Siena, ha iniziato proprio da Carrara, su indicazioni del servizio Asl, una ricerca sul gioco d’azzardo patologico: per una quarantina di minuti ha intervistato sei giocatori in cura al Sert che si sono prestati volontariamente e in forma anonima. Successivamente visiterà i vari luoghi del gioco. L’indagine sarà ripetuta nelle altre province e dal suo lavoro arriveranno al Sert (Servizio per le dipendenze) indicazioni su come attuare una prevenzione più mirata.

Nel 2018, nei servizi della Asl Toscana nord ovest erano assistite 514 persone di cui 103 nella zona delle Apuane e 18 in Lunigiana. Tante per la provincia di Massa Carrara che è tra le prime per raccolta fondi da gioco.

Oltre a queste azioni, il Cnr sta compiendo indagini epidemiologiche mirate per capire meglio il fenomeno del gioco d’azzardo patologico e quindi contrastarlo, mentre Anci attuerà interventi nel terzo settore e nelle scuole. Con la delibera 392 del 25 marzo 2019, inoltre, la Regione ha reso obbligatori i corsi di formazione anche per i gestori e i dipendenti dei centri scommesse, degli spazi con vincita in denaro (sale gioco) e dei locali dedicati al gioco in via non esclusiva (bar e tabacchi). «Purtroppo gioca chi ha meno soldi – spiega ancora Varese – molti pensano di riuscire a vincere perché hanno una particolare abilità, ma l’unica regola è che più si gioca, più si perde e quando si perde si gioca per recuperare soldi. È un circolo enorme che si chiude solo limitando il gioco come hanno fatto in altri Paesi». —

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