Il Tirreno

Codena, l’appello: merita un restauro il monumento ai Caduti di Giorgi

Massimo Braglia
Codena, l’appello: merita un restauro il monumento ai Caduti di Giorgi

L’ex presidente della Circoscrizione 1 è pronipote dell’autore: «Un vero artista, ma mai Carrara gli ha dedicato una mostra»

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CARRARA. Gianpaolo Pezzica, ex presidente della Circoscrizione numero uno, ha letto con attenzione quanto detto venerdì scorse da due cittadine, le signore Chiara e Vanessa, di Codena, che evidenziavano lo stato di abbandono in cui versa il monumento definito “fiore all’occhiello” ai Caduti della Grande Guerra, ubicato nella piazza del paese di fronte alla Chiesa.. Su quel monumento, lo stesso Pezzica interviene con particolare cognizione di causa, perché è pronipote da parte di madre di Alterige Giorgi, cioè l’autore dell’opera.

E ricorda: «Il nostro concittadino Alterige Giorgi era un notevole interprete di composizioni veristiche-romantiche allegoriche, sul tema del dolore e della morte, seguace del filone artistico riferito ai primi decenni del ‘900 del Maestro piemontese Leonardo Bistolfi».

E aggiunge: «L’autore ha ritenuto opportuno e necessario inspirarsi pur sempre alla Vittoria, come al fatto massimo e conclusivo di tutta la Guerra, evidenziando la forza fisica e lo slancio plastico del soldato che quasi esce dalla statica del monumento stesso».

Alcune note biografiche fornite dallo stesso Pezzica. Alterige Giorgi nasce a Carrara l’8 dicembre 1885 da famiglia di cavatori. Si diploma all’Accademia di Belle Arti di Carrara con il massimo dei voti. Diplomato, partecipò al concorso per il pensionato a Roma con l’opera “La Vita nei Campi”, ma gli trovarono in tasca una cartolina inviatagli da un amico, che raffigurava una contadinella ed allora fu squalificato, ma la giuria artistica decise di attribuirgli una medaglia d’oro tale era la qualità dell’opera.

Ci riprovò nel 1913, riuscendovi, con “I Gladiatori alla Meta Sudante”. Entrambi gli elaborati in gesso si trovano in Accademia nelle pareti esplorative dei “Pensionati”. Nel 1922 è Ordinario di scultura all’Accademia di Carrara, poi insegna per moltissimi anni all’Istituto d’Arte di Massa, dove diventa Direttore e poi Presidente.

È di quel periodo l’esecuzione dei Putti della Fontana Monumentale del Littorio della rotonda di Massa. Opere d’arte e monumenti si trovano in Italia dalla Lombardia (monumento ai Caduti della Grande Guerra a Trezzo sull’Adda), fino alla Sicilia.

È l’autore del busto a Giuseppe Mazzini sul lungomare di Bari la cui copia in gesso si trova nella sala riunioni della Biblioteca civica di Carrara. Innumerevoli ed inconfondibili i bassorilievi dei forni esistenti nel Cimitero Monumentale di Marcognano.

Giorgi si è occupato anche di scultura sacra: sua è “La Madonna del Cavatore”, a Fantiscritti e recentemente replicata nella parrocchiale di Bonascola. Sono inoltre in un deposito della parrocchia del Duomo le “Via Crucis” in terracotta che adornavano le due navate laterali del nostro Duomo.

«Sinteticamente - aggiunge Pezzica - un interprete di grande spessore artistico nazionale, purtroppo quasi dimenticato; mai Carrara a cui ha dato tanto gli ha dedicato una doverosa mostra antologica. Termino confidando che enti pubblici, Fondazioni o industriali del marmo del territorio, si facciano carico del restauro del monumento di Codena, che a giudizio di molti è ritenuto per intensità e dinamicità plastica, superiore allo stesso Bistolfi». Un appello che auspichiamo non cada nel vuoto. Purtroppo Carrara è maestra nel non saper valorizzare le proprie eccellenze. —

 

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