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«Piano dell’arenile e niente Bolkestein»: la ricetta per rilanciare il nostro turismo

Benedetta Bianchi
«Piano dell’arenile e niente Bolkestein»: la ricetta per rilanciare il nostro turismo

Fratelli di Italia fa il punto in un dibattito pubblico. Guidi: lo strumento di pianificazione è una priorità dell’amministrazione

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MASSA. Una cosa è certa: per i balneari 15 anni sono pochi, ma nel dicembre scorso il Governo ha concesso solo questo lasso di tempo come proroga all'applicazione della direttiva Bolkestein, quella che per garantire la libera circolazione dei servizi tra gli Stati, avrebbe messo all'asta le concessioni al 31 dicembre 2020. Quei 15 anni sono una boccata d'ossigeno, ma il risultato non soddisfa né gli operatori né le forze politiche che si battono per la salvaguardia di quello che è considerato un settore di qualità tutto italiano e ancora di più apuo-versiliese.

Fratelli d'Italia da sempre porta avanti la battaglia, e si impegna a farlo ancora , sia a livello nazionale, con gli onorevoli Riccardo Zucconi e Carlo Fidanza in prima linea, sia a livello locale dove l'amministrazione punta sul turismo «come strumento per rilanciare il territorio dal mare alla montagna e per questo stiamo facendo un percorso per il piano dell’arenile la cui mancanza blocca lo sviluppo delle attività» ha detto l'assessore Marco Guidi all'incontro organizzato da Fratelli d'Italia, di cui è coordinatore provinciale, proprio sulla Bolkestein e il futuro dei balneari. A lui e all'onorevole Zucconi sono stati affidati gli interventi. Non è riuscito a presenziare il sindaco Francesco Persiani per sopraggiunti impegni istituzionali. Presenti a villa Cuturi tutti i rappresentanti del partito: i coordinatori comunali di Massa Alessandro Cancogni e di Carrara Lorenzo Baruzzo, i consiglieri comunali Alessandro Amorese, Bruno Tenerani, Massimo Evangelisti e il delegato per la costa Marco Amorese. Hanno partecipato anche molti balneari tra cui Itala Tenerani, presidente del consorzio Riviera Toscana il cui obiettivo, ha ribadito all'onorevole, «è l’uscita dalla direttiva, non c'è un percorso alternativo e le imprese hanno bisogno di sicurezza per investire».

Con le categorie balneari l'amministrazione fin dal suo insediamento ha «un confronto franco e quotidiano, ci accompagnano e aiutano la nostra azione – ha riferito Guidi - perché abbiamo lo stesso obiettivo: far rinascere il territorio, riportare turismo e ridare qualità alla città». E nel sostenere le sue parole sottolinea l'impegno del sindaco per dotare il territorio del piano dell'arenile, atteso da anni, e l'inizio degli interventi per preparare Marina di Massa alle festività pasquali e alla stagione turistica.

Sulla Bolkestein, l'assessore non ha alcun dubbio: «Bisogna togliere le categorie dalla direttiva perché abbiamo imprese importanti, particolari e che non ha nessun’altra nazione. Forse gli altri paesi pensavano di avere nella Bolkestein un grimaldello per arrivare alle nostre attività commerciali ed economie e fare man bassa». Del resto, Zucconi ha ricordato come lo stesso Bolkestein, che da commissario europeo per il mercato interno della Commissione Prodi curò la direttiva, dichiarò che la legge non si sarebbe dovuta applicare agli stabilimenti balneari che sono «beni e non servizi».«Ero partito proponendo una proroga di 75 anni ipotizzando che il termine sarebbe stato decurtato – ripercorre il deputato di Fdi che nel 1978 gestì il bagno Belvedere a Forte dei Marmi - ma i 5 Stelle si sono messi di traverso e oggi ci fermiamo a 15 che sono insufficienti; i balneari sono aziende e come tali vanno tutelate soprattutto in un momento in cui l'economia è in difficoltà con il debito pubblico al 133%, la disoccupazione all’11,1% e la crescita a -0,2%». Per Fdi, «non ci sono investimenti senza certezze quindi continueremo a pressare in Regione, al Senato e alla Camera per rivedere il compromesso – conclude Zucconi - perché fare il bene delle aziende è fare il bene dell’Italia». —
 

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