Il Tirreno

Auto d’epoca, lardo e marmo: un mix di successo anima il centro

Francesca Vatteroni
Auto d’epoca, lardo e marmo: un mix di successo anima il centro

Dalla Balilla alla Ferrari rossa California: tutti ad ammirare i “gioielli”. E i piloti arrivano da tutte le parti del mondo

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La prima è una Fiat Nuova Balilla nera e ha fatto il suo ingresso in Piazza Alberica intorno alle 17 fra due ali di curiosi e di appassionati accorsi per vedere passare le 105 vetture d’epoca del Gran Premio Terra di Canossa.

L’equipaggio si è fermato solo un attimo per rifocillarsi al volo con alcune fette di pane e lardo di Colonnata e ricevere un omaggio, una targa su marmo allungata anche questa dal finestrino, dalle mani di alcuni consiglieri: Daniele Raggi, Giovanni Montesarchio e Cesare Bassani. Dopo la Balilla, arrivano le altre, alcune in solitario altre, una dietro l’altra: una Lancia, una Porsche e così via. La BMW 328 del 1939 è guidata dal proprietario Andrea Vesco che è di Brescia ed è il settimo anno che partecipa al Gran Premio: «Siamo in lotta anche se nel gruppo di testa, si combatte fino all’ultimo» dice prima di ripartire alla volta di Forte dei Marmi, prossima tappa.

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Poi arriva una Riley del 1936 dall’Argentina e poi ancora una Porche 356 del 1964 di Stefano Ginesi da Zurigo: gli chiediamo velocemente cosa l’abbia colpito durante il passaggio attraverso le nostre Apuane: «Il bianco del marmo» risponde prima di rimettersi in marcia, così come per i proprietari svizzeri della Porsche Spitz del 1956 che strillano dal finestrino della macchina: ”Beautiful” e come, sempre svizzeri, i proprietari di un’Aurelia B24 spider:« I love it» ci urlano dal finestrino. « Bello, arriva forte la sensazione di entrare in una gola» ci dice questa volta un italiano di Viterbo, Ermanno De Angelis alla guida di una Fiat 1100 del 1958. A un certo punto fanno il loro ingresso maestoso, una dietro all’altra, una Ferrari rossa California del 2017 e una Ferrari nera 812 Superfast: qualcuno mormora:«Questa è bella». Il pubblico è contento e impressionato, come Fabio Pollina che è venuto a Carrara insieme ad alcuni amici apposta per loro:« Mio padre è un hobbista, aveva una 124 spider del 1968 ora ha una Lancia Fulvia» racconta mentre, da vero appassionato, riconosce ad uno ad uno, tutti i modelli che passano. Per Kun Hon You, coreana ma residente a Marina di Massa da diversi anni e venuta apposta per il Gran Premio è una vera rarità questo spettacolo:«In Corea non si vedono queste macchine e non sono solo macchine: è arte, è design e meccanica. Per noi stranieri è bellissimo».

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Davide Giovanelli è un appassionato di fotografia e non poteva lasciarsi scappare l’occasione di fotografare la manifestazione:«Ne ho viste tante di gare con macchine d’epoca: a Lucca, a Sarzana a Siena la Mille Miglia, è sempre molto interessante. Colorano la città: l’auto d’epoca è d’epoca solo sulla carta in realtà appartiene a tutti i tempi, hanno un fascino infinito» osserva. E poi c’è anche George Jared, un ventiseienne dell’Indiana arrivato in Sicilia il 5 gennaio scorso, che sta attraversando con la sua tenda a piedi tutto il Bel Paese: mastica un po’ di italiano e dice che passeggiando per Carrara è incappato in questa corsa: «A beautiful surprise: I love Carrara, tornerò» promette. «Siamo partiti stamani da Forte dei Marmi-riferisce Francesca Azzalil’addetta stampa della manifestazione- siamo arrivati a Pisa, abbiamo attraversato il centro in Piazza dei Cavalieri, poi siamo stati a Lucca sempre passando per il centro e poi sulle mura, poi in Garfagnana: sul Ponte del Diavolo e a Castel Nuovo Garfagnana e il Passo del Vestito. Qua abbiamo fatto tutte le gallerie scavate nella roccia-prosegue- con le cave come sfondo. E’ la prima volta a Carrara e siamo contenti, c’è stata una bella accoglienza con i prodotti tipici e l’omaggio». —
 

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di Redazione Pisa