Il Tirreno

Una Bugatti Type del 1927 in testa alla gara. E piazza Aranci fa festa con le auto d’epoca

Tiziana Gori
Una Bugatti Type del 1927 in testa alla gara. E piazza Aranci fa festa con le auto d’epoca

Centocinque gli equipaggi che partecipano alla nona edizione del trofeo “Terre di Canossa”. L’arrivo della prima giornata a Massa 

3 MINUTI DI LETTURA





MASSA. «Abbiamo vinto la prima edizione del Terre di Canossa. In questa, gli avversari più temibili sono Vesco e Guerini con la Bmw 328 e il duo Tonconogy – Ruffini sulla Bugatti Type». Una gran bella macchina quella Bugatti del 1927, la più agèe in gara dopo la Cgs del 1926 prodotta dalla casa francese Amilcar. Mario Passanante accarezza con lo sguardo la sua Fiat 1100 verde scuro del 1955 ma l’amore per le auto d’epoca gli fa riconoscere il valore dell’avversario. E difatti, al termine della prima tappa del Terre di Canossa la classifica è così composta: al primo posto gli argentini Juan Tonconogy – Barbara Ruffini (foto qui al centro), a bordo della Bugatti numero 27 . Al secondo l’equipaggio 3 composto da Andrea Vesco e Andrea Verini sulla Bmw 328 del 1939. Al terzo il campione italiano in carica della regolarità classica, il siciliano Mario Passanante, insieme ad Annamaria Pisciotta (foto in basso a destra), a bordo di una Fiat 1100/103 del 1955.

[[atex:gelocal:il-tirreno:massa:cronaca:1.30188407:Video:https://video.iltirreno.gelocal.it/locale/auto-d-epoca-la-terre-di-canossa-fa-tappa-a-massa/119561/121159]]

Alle sette del pomeriggio piazza Aranci si riempie di auto meravigliose e gentlemen drivers (ma anche un 40% di ladies) che arrivano da tutto il mondo. Il 78% dei partecipanti alla nona edizione del gran premio internazionale di auto d’epoca (competizione di regolarità) proviene da Paesi stranieri. Sono rappresentate 16 nazioni e 27 case automobilistiche. Centocinque gli equipaggi in gara. L’organizzazione ha dovuto fare uno strappo alla regola dei 100 equipaggi per accontentare qualche richiesta in più delle tante giunte quest’anno. «È stata organizzata bene», commenta annuendo la vicentina Daniela Grillone (foto in basso). Insieme ad Andrea Giacoppo gareggia a bordo della sua Mercedes 190 L del 1959. «Per ora siamo sesti. Dovevamo gareggiare con una Fiat 508 S Coppa Oro del 1933, una Balilla, ma all’ultimo momento ha avuto dei problemi». Quante auto d’epoca possedete? Sorride: «Quindici».

«La passione per le auto – spiega Daniela – mi è stata trasmessa da mio padre, con cui ho gareggiato anche alla Mille Miglia». Le piace la Terre di Canossa: «Un bel mix di palazzi, monumenti, strade tortuose e paesaggi mozzafiato. Torniamo per il decimo anno consecutivo, e alloggeremo in un hotel di Forte dei Marmi dove ci troviamo meravigliosamente». Per questi drivers eleganti (e benestanti) la competizione conta, ma non è tutto. È parte di un connubio che miscela sport, cultura, turismo e natura.

Ieri sera cena al castello di Malaspina e oggi tappa conclusiva con arrivo al Forte dove si sfideranno per il trofeo tricolore nell’anello di piazza Marconi. Pisa, Lucca, la Garfagnana, Carrara e Forte: dopo i 280 chilometri di oggi domani ne saranno percorsi altri 370. «Sì, sarà molto dura. E di solito – commenta Fredi Niggeler, che compete con una Lehmans Special del 1947 – io prediligo le gare di velocità, ma questa ha un fascino particolare. Bellissima Massa, e bellissimo il marmo bianco delle cave che ho visto passando. Un piccolo paradiso». In piazza centinaia di persone. Un tripudio di selfie davanti alle vecchie signore rombanti. Un pomeriggio di festa per tutti. –


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa