Gioco
«Salve, vorrei comprare 15 divani in marmo, legno e lino firmati Franchi»
Una magnate tedesca innamorata degli arredi apuan-style. Successo del tavolo di Furrer nella vetrina milanese
«Lo vede quel divano in marmo con i cuscini in tessuto naturale? Ecco ne voglio quindici».
È successo anche questo. Che una magnate dell’industria tedesca appena entrata nello spazio espositivo della Franchi Umberto marmi al Salone del mobile di Milano, sia rimasta talmente “stregata” dagli oggetti di arredo progettati da Eugenio Biselli da chiederne una fornitura. Quindici divani, forse, che finiranno nella propria azienda. Ma, al di là delle curiosità, l’esordio al Salone meneghino delle aziende apuane (alcune delle più grandi) è stato salutato dal successo. Anche se è presto per un bilancio finale, i segnali per dire che è «andata alla grande» ci sono già tutti.
franchi: buona la prima
Il marmo declinato con legno, metallo e materiali naturali e, soprattutto, prestato al design , è stato protagonista del Salone milanese.
L'azienda di Carrara ha presentato una inedita linea dedicata all'home design. Inizia un nuovo percorso che porterà la Franchi Umberto Marmi al centro di quello che è considerato l’unico vero palcoscenico fieristico internazionale delle eccellenze del settore, riconosciuto dall’intera comunità di architetti, progettisti, designer e attori del mondo dell'arredo.
«Una partecipazione - dicono dall’azienda di via del Bravo - che arriva in un momento di grande fermento e dinamismo e che segnerà un significativo ingresso nel mondo del design con un catalogo di complementi d'arredo per interni ed esterni tutti sviluppati coi marmi estratti dalle cave di proprietà e forieri di forte innovazione». Le collezioni presentate nello stand del Salone del mobile sono frutto della collaborazione fra Franchi Umberto marmi ed Eugenio Biselli di Interninow e mirano a valorizzare «l'essenza nobile e potente del marmo, interpretata attraverso il linguaggio contemporaneo del design e delle tendenze abitative».
Dalle prime impressioni è piaciuto in generale, dicono dall’azienda «l’ idea di far vivere marmo come arredamento sia interno che esterno valorizzando il naturale in generale». I mercati che hanno mostrato maggiore interesse sono stati Cina e in generale Oriente, Abudhabi e Dubai, Israele. Buoni contatti sono arrivati anche per la Polonia e la Svizzera. Il tavolo “Volo”, realizzato in calacata, statuario e acciaio ha fatto la parte del leone insieme alla collezione Bettogli.
Furrer: un successo
Una istallazione curata dallo studio brasiliano mk27 e dall’architetto Bricolo. Un tavolo lungo 10 metri e del peso di oltre due tonnellate, “Parla” realizzato nel pregiato marmo Statuarietto. Con questo biglietto da visita la Furrer ha celebrato i suoi ottanta anni di attività, alla Università degli studi di Milano e ha ricevuto grandi attestazioni da parte di un pubblico di addetti ai lavori ma anche dal grande pubblico del Fuori Salone. —
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