Sicurezza
Lardo, salsiccia, pecorino e noci Così la pizza di Alessio è “mondiale”
Il titolare de “I 4 elementi”sul viale Roma sale sul gradino più alto del podio nel campionato di Parma, categoria pizza in pala
Sul bancone della pizzeria in mostra ci sono i trofei di quattro campionati Europei e due mondiali di pizza, ma mai prima di giovedì sera Alessio Bertolucci, massese di 43 anni, era salito sul gradino più alto del podio e aveva portato a casa la coppa più ambita.
Dal 2015 ad oggi, infatti, Bertolucci è sempre salito sul podio delle gare. Il pizzaiolo, titolare de «I 4 elementi», locale sul viale Roma a Massa, ha sfidato quasi 800 colleghi provenienti da 38 Paesi differenti alla 28° edizione del Campionato Mondiale della Pizza che si è svolto a Parma dal 9 all’11 aprile. Bertolucci, che al suo fianco ha sempre avuto la figlia di 9 anni, «vuole essere con me ad ogni gara e avere un suo “ruolo”», è risultato il migliore della categoria «pizza in pala» facendo assaggiare alle giuria un prodotto con ingredienti salutari e del territorio apuano. Perché questa è la sua filosofia: «la nostra priorità è il benessere dietro l’impasto fatto con farine integrali per abbassare l’indice glicemico e realizzare pizze saporite e con prodotti locali e di qualità». Ed è stata la sua mossa vincente: portare a esperti internazionali i sapori e i «valori della tradizione enogastronomica apuana che è ricca ed è giusto portarli in giro per il mondo».
Per i mondiali ha creato la pizza «Origini», lunga un metro e con una base alta, farcita con lardo di Colonnata utilizzato per legare la salsiccia nostrana, i porcini, il pecorino stagionato, le noci tostate e un po’ di rosmarino. Ed ha ottenuto ben 851 punti su un totale di 900. Una pizza che ovviamente, come le altre risultate vincitrici nelle scorse competizioni, entrerà nel menù de «I 4 elementi» pronta per essere provata dagli affezionati clienti. Dai più piccoli ai più grandi perché la pizzeria – aperta 7 giorni su 7 e anche da asporto - non ha un particolare target, «chi viene deve mangiare bene, salutare, spendere il giusto perché fondamentalmente la pizza è un piatto povero – dice il campione – e le persone la vogliono consumare in un ambiente informale, allegro e anche chiassoso». Qualità, salute e prezzi contenuti sono le sue parole d’ordine. Particolarità del pizzaiolo, assistito al forno da Daniel Favero, è l’impasto che unisce tre farine: tipo 00, di semola e integrale. «Noi per primi mangiamo pizza ogni sera quindi cerchiamo di fare un prodotto di qualità elevata perché ne va della nostra salute e di conseguenza di quella dei nostri clienti – racconta ancora – dalla mattina alla sera ognuno di noi mangia farine e carboidrati quindi è importante che le nostre farine siano pulite e sane». Bertolucci è pizzaiolo da dieci anni; da dipendente della pizzeria «La Castellana» di Fosdinovo lo scorso anno ha deciso di rilevare il locale massese mantenendone il nome, e quindi il vecchio pacchetto clienti, ma modificando il logo e il suo significato. Se prima, infatti, i quattro elementi erano quelli della natura, oggi sono quelli «dell’arte bianca: farina, olio, sale e acqua». —
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