Il Tirreno

il caso 

Aulla, l’ira di Forza Italia «Via Fiesoli dal comune»

Gianluca Uberti
Aulla, l’ira di Forza Italia «Via Fiesoli dal comune»

Fino alla sentenza della Cassazione il fondatore della comunità di Forteto è un uomo libero, ma i vertici regionali del partito tuonano contro la sua presenza

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AULLA. Rodolfo Fiesoli, fondatore della comunità di Forteto, coinvolto in un’annosa vicenda giudiziaria e condannato a 15 anni e 10 mesi di carcere per abusi e maltrattamenti su minori, si troverebbe ad Aulla. A denunciarne la presenza ad Aulla è stato Juri Gorlandi, coordinatore regionale di Forza Italia Giovani, il quale ora unisce la sua voce a quella dei vertici regionali di Forza Italia nelle persone del coordinatore Stefano Mugnai e del capogruppo in Regione Toscana, Maurizio Marchetti: «È inaccettabile che dopo tutto quanto è stato scritto per via istituzionale e giudiziaria, ancora non si sappiano riparare i minori rispetto alla presenza di Rodolfo Fiesoli» dicono i tre esponenti azzurri, i quali così commentano la presenza del “profeta” della comunità Il Forteto ad Aulla, dove è stato notato proprio dallo stesso Gorlandi che vive lì e ha un figlio piccolo che frequenta l’asilo nido comunale. «L’ho visto tranquillamente a passeggio a pochi passi dal complesso scolastico – racconta Gorlandi – e non ho potuto stare zitto».

La vicenda della cooperativa-comunità di Forteto inizia nel 1978, quando i fondatori vennero indagati per atti di libidine e maltrattamenti nei confronti degli adolescenti disabili che il Tribunale dei minori aveva inviato presso la comunità e poi definitivamente condannati nel 1985. Nel 2011 vennero accusati nuovamente e Fiesoli venne condannato nel 2017 a 15 anni e 10 mesi per abusi su minori e maltrattamenti. Lo scandalo che ne seguì portò anche all’istituzione di commissioni di inchiesta parlamentari e regionali e, nel 2018, al commissariamento della cooperativa da parte del Governo. Fiesoli venne portato in carcere il 23 dicembre 2017, ma poi è stato scarcerato a seguito di una decisione della Cassazione del 5 luglio scorso, infine nuovamente condannato nell’ottobre scorso. Ma la sentenza non è definitiva, servirà un nuovo grado di giudizio, in Cassazione: pertanto, nel frattempo, Fiesoli, non essendovi nei suoi confronti misure restrittive, è un uomo libero. «È giuridicamente vero – affermano all’unisono Mugnai, Marchetti e Gorlandi –. È altrettanto giuridicamente vero che su di lui pende la condanna definitiva per maltrattamenti e abusi su minori perpetrati all’interno della comunità-setta, con pena appunto ricalcolata in 14 anni e 10 mesi dopo il rinvio in Appello, più un’altra a 8 anni in un processo stralcio. È, tuttavia, moralmente intollerabile che a questa persona sia ancora permesso di guardare indisturbato minorenni che passeggiano, studiano, giocano, sentendosi al sicuro nei giardini delle loro scuole. Invece sono sotto gli occhi di questo individuo, un abusatore secondo le sentenze e, ancor prima, secondo le testimonianze delle vittime escusse nelle due Commissioni regionali d’inchiesta attivate in Toscana, una delle quali presieduta proprio da Forza Italia» sottolineano Marchetti, Gorlandi e Mugnai, che, nel 2012, ebbe l’onere di guidare la prima Commissione regionale sulla vicenda Forteto. –

Gianluca Uberti

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