Il dolore
Carrara, lutto per l’addio a Vasco Dazzi conosciuto come “il cavallo”
Marmista, avev fondato la prima discoteca della Partaccia e un ristorante a Marina di Carrara
CARRARA. Lutto per la scomparsa di Vasco Dazzi detto “Nando”, 80 anni, ex gestore del ristorante “El Pingo” di viale Da Verrazzano vicino alla foce del Lavello Carrara. Fatale, un infarto ieri mattina. I funerali saranno celebrati domattina sabato alle 9.30 nella chiesa di San Pietro ad Avenza. Soprannominato “il cavallo” per la sua originalità, era noto e benvoluto Di professione marmista, prima di dedicarsi a “El Pingo” aveva aperto “La stella rossa”, la prima discoteca della Partaccia. L’amico Franco Ceccarelli di Forza Italia Massa esprime le sue più sentite condoglianze ai familiari e il suo cordoglio: «Eravamo molto amici, per cinque anni ho frequentato il suo locale dove andavo a cantare. Aveva creato un posto bellissimo e molto amato dai turisti. Era conosciuto e amato da tutti». L’avenzino doc Pietro di Pierro lo ricorda come una delle figure più note di Avenza: «Lo chiamavano “il cavallo” per il suo misto di genio e sregolatezza. Era vitale e molto popolare tra le donne. Ma era anche un grande lavoratore, lucidatore di marmo indefesso. La sua grande creatura era questo locale alla foce del Lavello». Si chiamava “el Pingo” perché il termine designa lo stallone selvatico della pampa argentina: un richiamo al suo soprannome. «Nando si riferiva a quella zona come a “Marina di Avenza” – spiega di Pierro – perché gli avenzini del borgo antico storicamente frequentavano la Partaccia». Aveva persino fatto incidere la dicitura all’ingresso. «Dazzi aveva fatto realizzare uno splendido gazebo con le colonne in scolpite in forma di alghe. All’ingresso si trovava anche il busto marmoreo di un cavallo, all’interno del locale due imponenti gessi di cavalli quasi a grandezza naturale e una fontana la cui forma ricordava una mano. Sul mare una statua della Madonna. Una piccola galleria d’arte. La veranda, aperta ospitava dei giochi per bambini tra i quali non poteva mancare il cavallino», conclude di Pierro. —. I.R.
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