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in cassazione 

Frana Lavacchio, annullate le condanne Il processo torna alla corte d’appello

Libero Red Dolce

I giudici di Genova si dovranno pronunciare di nuovo sulla sentenza per omicidio colposo: morirono mamma e figlio

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Ancora un ribaltone nella vicenda giudiziaria della frana di Lavacchio del 2010, nella quale persero la moglie Nara Ricci e il suo piccolo Mattia: la Cassazione annulla la sentenza d’appello che aveva trovato tre colpevoli per omicidio colposo. Bisognerà rifare il processo d’appello.

In primo appello, la sentenza del giudice Giovanni Sgambati mandò assolti tutti e sei gli imputati nel procedimento. La sentenza venne impugnata dalla Procura, che in appello a Genova vide in parte accolte le sue ragioni. Furono condannati Giuliano Arrighi, capo settore dei lavori pubblici della Provincia, Mauro Alberti, responsabile servizio strade, Antonio Cirillo, il professionista che ha certificato i lavori: due anni per omicidio colposo plurimo con sospensione della pena. Furono assolti invece gli altri tre imputati: Libero Ballerini, capo cantoniere, Nicola Rossetti, responsabile servizio di costa e il titolare della ditta, Paolo Busticchi.

Si dovrà dunque tornare in corte d’appello per i tre condannati. Una vittoria per gli avvocati delle difese: Paolo Bertoncini, che difende Alberti, l’avvocato Stefano Del Corso, che difende Arrighi e l’avvocato Massimo Cricca, che difende Cirillo. Durante i processi la tesi difensiva portata avanti dalle difese si potrebbe sintetizzare, pur facendo torto alla complessità delle argomentazioni, così: le piogge cadute in quei maledetti giorni sarebbero state di per sé sufficienti a causare la frana, senza una responsabilità legata alla cattiva manutenzione della strada e sulla cattiva regimentazione delle acque, nel far sì che pioggia non defluisse andando poi a provocare l’evento. Per questa ricostruzione invece aveva optato la corte d’appello riformando la sentenza di primo grado. Ma ora bisognerà ricominciare.

Chiaramente, occorrerà attendere che vengano depositate le motivazioni della Cassazione per capire perché i motivi di nullità presentati dalle difese siano stati accolti. Gli avvocati avevano contestato, in virtù della riforma Orlando, il ribaltamento della sentenza nel giudizio della corte d’appello, ritenendo che non ci fossero motivazioni nette e inequivocabili per decidere in questo senso.

Tra il primo e il secondo grado infatti era intervenuta una nuova perizia, eseguita dal geologo Alfonso Bellini, che ritenne invece l’evento metereologico non eccezionale. E quindi non imprevedibile come deciso in primo grado, andando a individuare una serie di pecche, fatali, che hanno poi portato alla terribile tragedia.

Nel frattempo si era trovato un accordo tra le partici civili, il marito e padre delle due vittime, con l’assicurazione, che infatti è uscito dal processo.I ricorrenti sono soltanto tre e adesso le parti dovranno riassumere la causa di davanti al giudice del rinvio. E dopo nove anni non si può ancora dire con certezza perché morirono Mara e Mattia. Se fu colpa o fatalità. —

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