Il Tirreno

Carrara e la Liberazione: «Il pericolo fascista c’è»

Irene Rubino
Carrara e la Liberazione: «Il pericolo fascista c’è»

ospite d’onore il console generale degli usa a firenze, benjamin wohlauer. parole forti di nando sanguinetti (anpi) 

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CARRARA. Il ricordo della Resistenza carrarese e gli storici rapporti tra Carrara e gli Stati Uniti sono stati al centro del Consiglio comunale solenne indetto per celebrare l’anniversario della Liberazione di Carrara. Ospite d’onore il console generale degli Stati Uniti d'America a Firenze Benjamin Wohlauer. Ad aprire i lavori il presidente del consiglio comunale Michele Palma, che si è rivolto agli studenti delle classi seconda A, B e C del liceo linguistico Montessori presenti in aula: «La mia generazione ha avuto la fortuna di ascoltare racconti diretti, ma essi andranno perdendosi. La libertà di cui godiamo ha avuto un prezzo altissimo. La nostra è una città particolare, quando entrarono le truppe statunitensi la trovarono già liberata dai partigiani».Ha parlato agli studenti anche il sindaco Francesco De Pasquale: «Oggi come in passato celebriamo atti di eroismo, ma dove c’è eroismo però c'è anche dolore. Sui libri non vediamo il rosso del sangue di chi ci ha donato la libertà».

Alle nuove generazioni ha rivolto un appello accorato soprattutto il presidente dell’Anpi Carrara Nando Sanguinetti: «Quando sentite dire che il pericolo fascista non esiste, che si tratta di un’ideologia superata, sappiate che chi vi parla è un fascista. Quando sentite dire che Mussolini ha sbagliato solo ad allearsi con Hitler ma ha fatto cose buone, è una menzogna. Se non fece peggio di Hitler fu solo per via della nostra arretratezza tecnologica. Possiamo narrarvi dell’altro, se volete. Cominciate così: andate sulla Carriona e risalite verso i monti. Alla vostra destra troverete una lapide che ricorda l’assassinio di Gisella Lazzeri e di suo figlio Renato, trucidati dai fascisti. Vi dirà tutto».

Il console Wolhauer ha ricordato che quest’anno cade il bicentenario della presenza diplomatica americana a Firenze: «Quel giorno cementò l'amicizia tra carraresi e americani. La zona fu tra le ultime ad essere liberata in Toscana e i combattimenti furono particolarmente lunghi e violenti: qui correva la linea gotica. Al cimitero americano riposano quasi 5mila americani caduti tra la liberazione di Roma e la fine della guerra». I rapporti, non solo commerciali ma anche culturali, tra Carrara e gli Usai sono stati sottolineati dalla professoressa Marzia Dati. Il punto di partenza è il 1799, quando il console americano a Livorno Thomas Uppleton favorì il commercio di marmi tra Carrara e Usa. A Carrara giunsero artisti americani illustri come lo scultore Horatio Greenough che ritrasse Washington, e lo scrittore James Fenimore Cooper. Il primo console americano a Carrara fu il celebre imprenditore britannico William Walton.

In chiusura vi sono stati i saluti del presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani e una toccante testimonianza dei ragazzi dell’istituto Montessori-Repetti, che hanno letto alcune lettere rivolte ai partigiani condannati a morte. —

Irene Rubino

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