Il Tirreno

la solidarietà 

Un innovativo monitor in dono all’ospedale

Riccardo Sordi
Un innovativo monitor in dono all’ospedale

Un grande gesto per il reparto di Medicina dalla associazione “Cio nel cuore” È un macchinario piccolo, leggero e molto utile per rilevare i parametri vitali

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Un nuovo monitor multiparamedico per il controllo dei parametri del paziente è stato donato ieri mattina al reparto di Medicina, dell’Ospedale di Pontremoli grazie all’impegno dell’associazione “Cio nel cuore”. Ed è stata proprio la presidente dell’associazione, Antonella Bonvincini (moglie dell’indimenticabile Pier Giacomo Tassi, ovvero “Cio”), che ha voluto sottolineare come il momento di consegna dell’ausilio elettronico al lavoro degli operatori sanitari, sia il frutto di un valore collettivo che ha visto tante associazioni partecipare (il Centro Lunigianese di Studi Giuridici, l’Associazione sportiva Volley Pontremoli, i Fuochisti di San Geminiano e di San Nicolò, i Lions Pontremoli-Lunigiana, gli “Amici di Valentina”, gli operatori ospedalieri oltre a tanti privati cittadini) tutte unite grazie al profondo legame che le accomuna verso il nosocomio pontremolese che vogliono difendere e valorizzare. A tal proposito a ricordato con soddisfazione come, in questi ultimi mesi, l’ospedale sia stato dotato di un nuovo ecografo e di due nuovi medici per permettere di migliorare la qualità dell’offerta sanitaria del Sant’Antonio Abate. Sull’importanza della donazione si è soffermato il primario dell’ospedale, Lino Mori, si tratta di un macchinario piccolo, leggero ed estremamente affidabile che è indicato per la rilevazione dei parametri vitali. Misura in maniera non invasiva la pressione sanguigna, la saturazione di ossigeno nel sangue, la frequenza respiratoria ed acquisisce l’elettrocardiogramma esaminando in tempo reali i valori di modo da restituire eventuali allarmi “inoltre è in grado di offrire lo storico del degente permettendo di individuare eventuali momenti critici”. Ma particolarmente interessanti sono stati gli interventi delle sindache di Pontremoli, Lucia Baracchini, e di Filattiera, Annalisa Folloni, che sono andate ben oltre ai protocollari saluti di ringraziamento (che pure non sono mancati). Infatti le due prime cittadine hanno voluto evidenziare come in troppe situazioni la sanità delle piccole realtà sembra abbandonata e che sopravviva solo ai gesti delle associazione di volontariato dei cittadini che “in maniera positiva e propositiva”, come sottolineato dalla Baracchini, si fanno carico “di quello che dovrebbe essere garantito dalle istituzioni e dall’azienda sanitaria”. Ed in particolare la prima cittadina sottolinea con rammarico come, in troppo occasioni, “ci si dimentichi che, soprattutto nella sanità, dovrebbe essere fondamentale il lato umano e il valore dell’empatia di cui sono ricchi realtà come il presidio pontremolese. E che invece troppo spesso si valuti il ‘valore’ di una realtà sanitaria solo dietro a certificazioni numeriche e a dati asettici”. Concetti condivisi anche dalla collega filattierese sottolineando che “a tutti i cittadini e a tutte le realtà territoriali devono garantite le stesse qualità dei servizi, soprattutto in un ambito delicato come quello sanitario”. E poi evidenzia come il Sant’Antonio Abate “non deve essere visto come l’ospedale di Pontremoli ma il punto di riferimento per tutta l’alta Lunigiana. E tutti devono essere uniti nella sua difesa e valorizzazione”.

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