Attenzione
«Il consiglio comunale è qui» Oltre 600 persone con Anpi
Politica e società civile in piazza per la manifestazione promossa dai partigianiBigini: non siamo contro il consiglio, ma non accettiamo l’ipocrisia della giunta
massa. Oliviero Bigini, presidente di Anpi, ci tiene a sottolinearlo: lui e l’associazione partigiani alla cerimonia mattutina per celebrare i 74 anni dalla Liberazione c’erano. Certo non hanno salito un solo gradino per raggiungere la sala consiliare, ma alla «cerimonia popolare - come Bigini la definisce - c’erano eccome». Alla deposizione delle corone, al ricordo in piazza. Le scale Anpi non le sale perché quei gradini - per parafrasare Bigini - devono segnare una distanza: «Non siamo in conflitto con la città o con il consiglio comunale come istituzione - spiega Bigini - ma non accettiamo l’ipocrisia di questa amministrazione, di chi inaugura una stele al podestà Bellugi nel giorno in cui ricorrono i 100 anni dalla costituzione dei Fasci».
Concetto quello della cerimonia popolare ribadito, seppur con altre parole, dall’ex sindaco Alessandro Volpi: «Il consiglio comunale oggi è qui in piazza». Per dire che l’istituzione si sostanzia nei valori prima che negli atti amministrativi.
C’è Volpi ieri alla manifestazione promossa da Anpi e ci sono i consiglieri di minoranza Elena Mosti, Agostino Incoronato, Andrea Barotti. C’è lo striscione della Cgil e c’è, a tenerlo, il segretario provinciale Paolo Gozzani. C’è una sinistra che la città l’ha amministrata e oggi ritrova identità nei valori prima che nell’azione amministrativa. Ci sono Roberto Pucci ed Elena Cordoni, ci sono ex consiglieri da Laura Mignani, figlia di partigiano, al repubblicano Giorgio Raffi a Loreno Vivoli. Ci sono gli ex assessori Giovanni Rutili, Silvana Sdoga, Gabriele Carioli, Uilian Berti. Carrioli e Berti sono in piazza, ma la mattina si sono seduti in sala consiliare perché - sottolinea Berti - « quella sala intitolata proprio al 10 Aprile è più nostra che loro. Appartiene prima di tutto al centro sinistra».
Non solo la politica perché in piazza, accanto ad Anpi, c’è una parte di città e di società civile che nell’amministrazione Persiani veda la negazione di «una identità collettiva fondata sui valori dell’antifascismo». In piazza ci sono la Rete antifascista, l’Accademia della Pace, i gruppi anarchici. E ci sono anche le istituzioni. Sì perché Gianni Lorenzetti, presidente della Provincia, alla manifestazione c’è e con la fascia azzurra a rappresentare Palazzo ducale. E c’è anche come sindaco di Montignoso perché il comune che segna il confine con la Versilia, ultimo “baluardo” del centro sinistra sulla costa apuana, ha portato anche il suo gonfalone. C’è la sinistra che depone le corone al monumento ai caduti, al cippo a ricordo di Nando Pegollo, al busto di Pietro del Giudice. La sinistra che canta “O bella ciao” con l’artista Marco Rovelli. E , nella città in cui la destra per la prima volta dal dopoguerra, ha vinto, prova a ripartire. Dai valori. —
Chiara Sillicani/ Altro servizio a PAG 7
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