Il Tirreno

al campo di san marco 

Gli dà una testata per un passaggio sbagliato

Libero Red Dolce

Prima lo apostrofa per un errore, poi non ci sta quando viene ripreso a sua volta: lo riempie di pugni e gli rompe il naso

3 MINUTI DI LETTURA







Una testata che rompe il setto nasale e una scarica di pugni in volto, tutto per avere risposto a una battuta durante una partita di calcetto tra amici. Sfottò, aggressività e qualche spintone sono una costante delle partitelle al campetto, ma lunedì sera al campo del San Marco di Carrara si è superato il limite. Un’aggressione violenta, ingiustificata, che ha causato alla vittima una prognosi di quindici giorni per frattura del naso e un trauma a volto. Una reazione che sui campi da calcio avrebbe comportato una squalifica pesantissima e che qui, invece, rischia di costare all’aggressore davvero cara.

Sono le 20.45 e sul campo si stanno affrontando dei dilettanti. La classica partitella serale tra appassionati. Il piacere di fare un po’ di sport, sfogando magari un po’ di competitività.

Dopo qualche minuto di gioco uno dei giocatori, un trentenne, non intercetta un passaggio e si fa anticipare dall’avversario. Lo apostrofa in malo modo un conoscente, 45 anni: «Non fai un passo, ti sei fatto anticipare». L’altro replica sdrammatizzando: «Vabbè, mi ha anticipato: succede. Se eravamo fenomeni giocavamo da un’altra parte». I due giocano insieme da diversi mesi, ma fuori dal campo nessun rapporto.

L’altro però la prende sul personale, rivendica la sua storia calcistica: «Io ho vent’anni più di te e ho giocato a calcio fino a trent’anni. Non sai con chi stai parlando». Lo scambio pare chiudersi così.

Dopo un po’ però le parti s’invertono. L’ex calciatore sbaglia un passaggio e l’altro non spreca l’occasione per rifarsi pungolandolo: «Sei bravo te invece». La reazione è veemente. E inattesa.

L’uomo gli si avvicina minaccioso - «non sai con chi stai parlando» - e senza dargli tempo gli sferra una testata in pieno volto.

Il trentenne è stordito. Accusa il colpo, ma non ha il tempo di reagire che il compagno di squadra gli afferra la testa tra braccio e petto e comincia a riempirlo di pugni al volto.

A malapena l’aggredito riesce a divincolarsi, dopo aver incassato almeno sei pugni, spinge l’altro facendolo cadere a terra e crolla sul prato anche lui dolorante. Tutti gli altri si fanno intorno, fanno muro per dividerli. «Te lo avevo detto che non stavi parlando con i tuoi amici», insiste l’uomo.

L’aggredito a quel punto si gira dall’altra parte e si avvia verso gli spogliatoio. Lo avvisa che avrebbe chiamato i carabinieri. E i toni cambiano. «No, ma che fai, non denunciarmi. Mi rovini, ho dei figli!». E continua a chiedergli scusa.

Lui però è irremovibile. Prende il cellulare e compone il 112 e dopo pochi minuti al campo arrivano i carabinieri. I giocatori sono increduli, l’atmosfera è diventata pesantissima. I militari prendono le generalità dei presenti e arriva anche l’ambulanza. Al pronto soccorso il referto è di 15 giorni, con il setto nasale rotto e qualche contusione in faccia. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Italia

Tasse, Tari, Imu e multe: da oggi parte la rottamazione degli arretrati – Come fare domanda subito

di Redazione web