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Baluardo d’Inverno: la giuria premia La notte dei 12 anni il pubblico Brechner

L.B.

Una serata di festa a chiusura della seconda edizione della rassegna alla sala Verdi Gli organizzatori: il format funziona, lo riproporremo 

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CARRARA. “La notte dei 12 anni” di Álvaro Brechner e “Un affare di famiglia” di Hirokazu Kore'eda sono le due pellicole che si aggiudicano, nelle rispettive categorie, la seconda edizione del “Baluardo d'Inverno”. Si è conclusa nella serata di lunedì scorso, al “Nuovo Cinema Garibaldi” di via Verdi a Carrara, la seconda edizione della rassegna cinematografica competitiva targata Cinema Baluardo-Carrara Assemblea Permanente.

Una serata di festa con al centro, nella prima parte, i film in gara seguendo il tema della rassegna “Baluardo nel mondo”: una dozzina di titoli lungo vari paesi del mondo. Due, invece, i premi: quello che è stato scelto dal pubblico in questi mesi di proiezioni e quello decretato dalla giuria composta da studentesse e studenti dell'Accademia di Carrara (premio Belle Arti miglior film). Dopo le premiazioni e i ringraziamenti degli organizzatori si è passati alla seconda parte dell'evento: “Il Baluardo e l'Accademia”, con le proiezioni dei cortometraggi preparati dagli studenti (e selezionati dai docenti dell'Accademia). E quindi: “Dogs” di Matteo Marchi e Luca Giacomelli; “Collapse” di Raffaele Silvestri; “Herzeleid” di Simone Cisarni; “Clavis” di Marco Galleni. Tornando alla rassegna cinematografica competitiva arrivata alla sua seconda edizione, il premio Belle Arti miglior film è andato a “Un affare di famiglia” (di Hirokazu Kore'eda) per, motivano i giurati, «la poetica, la sensibilità, l'amore, ma soprattutto per la capacità sorprendente nel raccontare così bene una fiaba contemporanea utilizzando un linguaggio semplice ma non banale».

Il podio stilato dal pubblico ha visto al terzo posto “Euforia” (di Valeria Golino); al secondo posto, dopo un testa a testa, “7 uomini a mollo” (di Gilles Lellouche); vittoria dunque per “La notte dei 12 anni” di Álvaro Brechner. “Il sole sulla pelle” (2018) di Massimo Bondielli, documentario inaugurale della rassegna sulla strage ferroviaria di Viareggio del giugno 2009, era, ricordiamo, fuori concorso. «Avevamo in mente una rassegna così da tempo – spiegano gli organizzatori –; era logico, andando a confrontarsi con cinematografie inedite, ci fosse bisogno di tempo. La sfida per noi è vinta, è stato un gioco stimolante e un'idea vincente ed è andata meglio della precedente edizione, parlando di affluenza. Ci piacerebbe un bis con lo stesso format, sperando ci sia un'altra edizione invernale». —L.B.

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