Attenzione
Giravano con le armi dei pirati, assolti
I due erano stati fermati con le antiche pistole. La seconda perizia li ha scagionati: sono del 1700 e inutilizzabili
CARRARA. Le armi di Barbanera sono salve. Non dovranno essere distrutte e i loro proprietari (assistiti dal legale Giuseppe Ricciotti), che le avevano in auto quando furono sorpresi dai carabinieri, sono stati assolti: perchè “il fatto non sussiste”. A dare la svolta alla vicenda che risale al gennaio scorso una seconda perizia balistica che ha dimostrato che le armi sequestrate dai carabinieri risalgono al 1700 e sono di fattura artigianale in una azienda di Francia o del Neglio. Non erano idonee all’impiego e neppure potevano essere ripristinate perché alcune parti delle armi erano corrose.Per questo sono state definite davanti alla Corte di Appello di Genova «armi di libera detenzione ai sensi dell’articolo 5 ella legge 36 del 1990».
La vicenda è del gennaio 2019. I due protagonisti della vicenda terminata in appello con l’assoluzione avevano in macchina pistole antiche, dell’epoca dei pirati. Le aveva trovate uno dei due, nel capanno di uno zio, deceduto ormai da tempo. Due pistole che sembravano arrivare direttamente dai galeoni, reperti da antiquariato. Per pura curiosità le aveva fatte vedere a un armaiolo e il responso era stato davvero una bella sorpresa: quelle pistole risalivano al Settecento ed erano quelle usate dai pirati e dai corsari. Di qui l’idea di sbarazzarsi dei reperti da museo e farci un bel gruzzolo.
Per questo un 49enne, Pierluca Giuntoni era andato insieme a un amico, Nicola Palagi, a casa dei genitori, dove si trovava il capanno in cui erano le armi, le aveva caricate in macchina e stava andando a fargli dare una bella ripulita, dalla ruggine e dall’ usura del tempo, prima di metterle in vendita. Ma proprio durante il tragitto i due amici, forse spinti dalla foga di far tirare a lucido le armi, hanno aumentato la velocità di marcia. La loro auto era stata fermata dai carabinieri che stavano eseguendo normali controlli.
Una volta bloccato il veicolo i carabinieri hanno identificato i due amici e viste le circostanze e il grande nervosismo dei due, i militari avevano effettuato una perquisizione, scoprendo che nell’auto, in una busta di plastica, erano nascoste due pistole antiche, con caricamento ad avancarica, ossia polvere da sparo e pietra focaia, ancora però in grado di funzionare, tre coltelli ed una grossa forbice. I due uomini erano stati quindi condotti alla Stazione Carabinieri di Avenza dove, al termine dei dovuti accertamenti, erano stati dichiarati in stato di arresto per porto illegale d’armi da fuoco in luogo pubblico. Per entrambi era stato disposto l’obbligo di firma. In primo grado erano stati condannati a quattro mesi e mille euro di multa ciascuno. Poi era stata disposta la confisca e la distruzione delle armi. In appello i due sono stati assolti. —
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