Sicurezza
Lupo attacca e sbrana pecora altre abortiscono per la paura
L’episodio è avvenuto nella notte non lontano dal centro cittadino Allevatori preoccupati e divisi sull’uso di cani pastori maremmani contro i predatori
FIVIZZANO. Ennesimo attacco dei lupi ai danni di alcune pecore poco sotto l’abitato del capoluogo fivizzanese. Nonostante le pecore fossero all’interno di un’area recintata, il predatore è entrato in azione dilaniando uno dei capi. Dopo questo episodio i proprietari sono costretti, nonostante il recinto delimitato, a chiudere l’ovile alla sera e riaprirlo alla mattina. Le pecore sopravvissute all’assalto hanno quasi tutte abortito per la paura. Ma c’è un altro fattore di preoccupazione: le pecore impaurite dagli assalti dei lupi si mangiano la placenta dopo il parto, per non farla trovare ai predatori, ma in questo modo gli allevatori non trovandola, non sono sicuri che il parto sia andato a buon fine, e non sanno se la placenta sia rimasta all’interno con il rischio di provocare infezioni.
Dalla ricostruzione fatta pare che il lupo in questo episodio abbia attaccato una preda pesante che non è riuscito a portare via e che sia dunque tornato per terminare il pasto. Come strategia di difesa, i proprietari hanno quindi deciso di ricollocare la sera le pecore negli ovili chiusi. E nascono contrastanti opinioni su quanto viene indicato dal Parco dell’Appennino tosco-emiliano nell’immettere cani maremmani a difesa della pecore. Per gli allevatori oltre ad un ulteriore costo c'è l’aggravante di come gestire i cani con l’interrogativo: se per caso un bambino si avvicina al recinto a vedere le pecore e il cane lo riconosce come minaccia come cosa può succedere? Oppure se un turista si affaccia al recinto per toccare o dare da mangiare alle pecore, come potrebbe reagire il cane? Insomma un problema che sta affliggendo i molti allevatori lunigianesi, che attendono risposte. —
Marco Landini
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