Il Tirreno

ultima spiaggia 

«Persi 150 metri di litorale» E Persiani attacca la Regione

Muanuela D’Angelo
«Persi 150 metri di litorale» E Persiani attacca la Regione

Al convegno sulla erosione l’ingegnere Andrea Bontempi ripercorre gli interventi per salvare la costa: dalle scogliere ai famigerati geotubi. Con scarsi risultati

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MASSA. Un momento di confronto importante sull’erosione, quello che si è svolto su iniziativa del Pri a Villa Rinchiostra. Un’occasione, anche, per chiedere alla Regione Toscana contezza dei prossimi lavori in difesa del litorale, ultima spiaggia di una serie interminabile di progetti, rivisitazioni, idee, lotti che non hanno mai impedito, dagli anni Duemila, l’arretramento della costa. Ma il presidente del consiglio regionale Eugenio Giani è arrivata tardi, non ha potuto assistere ai lavori del convegno, dal titolo “Erosione: è ancora attuale il piano del 2004?” e così molte delle parole e delle domande pronunciate da esperti, balneari, cittadini e istituzioni non hanno trovato riscontro, né risposta. Giani si è scusato, era a Piombino per impegni istituzionali ed ha comunque concluso i lavori del convegno promettendo attenzione per la costa apuana. Ma nbon è bastato.

«Sono amareggiato – ha commentato il sindaco Francesco Persiani – - perché a me tocca constatare che negli anni sono stati spesi e sprecati troppi soldi dei cittadini, senza che oggi si veda alcun risultato positivo nelle azioni antierosione della nostra costa. La grande assente - dice ancora il sindaco quando Giani ancora non era arrivato- e non soltanto a questo appuntamento, è la Regione Toscana, latitante da anni nelle politiche antierosione del nostro litorale».

Il convegno è stato comunque l’occasione per rispolverare un po’ di storia dell’erosione apuana e dei progetti a lei dedicati: a parlare è stato uno storico conoscitore della materia, l’ex ingegnere del Comune di Massa Andrea Bontempi, ideatore del primo progetto antierosione che poi fu stravolto nel corso degli anni da assessorati e ministeri. «È dal 1978 che mi occupo di erosione della costa apuana – ha detto – e devo dire che non vedo la situazione migliorata nemmeno di un centimetro. La mia è una lotta iniziata settanta anni fa, quando la spiaggia a Marina di Massa arrivava dove oggi c’è la fine del pontile; 150 metri di spiaggia mangiata».

A tuttoggi, gli studi di settore dimostrano che la costa apuana dovrebbe “possedere” 160 metri di spiaggia in più che, secondo i calcoli dell’ingegner Bontempi, permetterebbero ai balneari di guadagnare in totale 8 milioni di euro in più, rispetto ad oggi, con una ricaduta economica per tutto il settore turistico. Nel 2000 partì la sperimentazione “infinita”, la Regione considerò il primo progetto, che prevedeva la costruzione di “protezioni leggere”, con “ripascimento” e “riduzione delle scogliere”, un progetto fattibile: fu diviso in 5 stralci e modificato più volte. Furono spesi centinaia di milioni di euro, cercando di allungare la spiaggia, utilizzando le idrovore, i sacchi di sabbia a 180 metri dalla costa, i pennelli, i geotubi, le sabbie fini, le sabbie del Po, le sabbie del Magra con la ghiaia più spessa, il carbonato di calcio, le prove in vasca a Bari, per vedere quanto funzionassero le idee del momento. I lavori appaltati avrebbero dovuto terminare a giugno 2010, ma nel 2012 stavano ancora in alto mare. Partirono penali e ricorsi, richieste di danni per 3,8 milioni di euro. Per arrivare al 2019, quando ancora una volta la soluzione che arriva dalla Regione è una serie di interventi tampone di ripascimento, per 100mila metri cubi di sabbia, provenienti, a questo giro, da Viareggio. —

Muanuela D’Angelo

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