La manifestazione
I finalisti del Bancarella Cucina C’è anche lo chef Davide Oldani
La commissione ha scelto all’unanimità la sestina di libri del premio letterario Scelti racconti e storie che vanno oltre i manuali di ricette. A ottobre la cerimonia
Pontremoli. Il libro è pronto per andare… in tavola: sono stati decisi i sei libri finalisti che il prossimo 20 ottobre al Teatro della Rosa, si contenderanno il 14° premio Bancarella della Cucina. La commissione di scelta, presa in esame la produzione editoriale del settore gastronomico del 2018, ha proclamato all’unanimità i sei vincitori del premio selezione 2019.
C'è il “Mondo Ristorante” di Luca Farinotti (Edizioni Clandestine) un libro sulla ristorazione e i suoi segreti, allo stesso tempo ironico e filosofico, vivacizzato da aneddoti, personaggi divertenti e improbabili e poi “Il digiuno per tutti” di Stefano Erzegovesi (Ed. Vallardi) in cui, come si intuisce dal titolo, si offre un metodo attraverso il digiuno per ritrovare la salute del corpo e della mente. Ne le “D’onne lo sanno” di Davide Oldani (La Nave di Teseo) nove donne famose, tra cui Federica Pellegrini, Lella Costa, Cristiana Capotondi, Patricia Urquiola, dialogano con l’ideatore della Cucina Pop su cibo, ricette, famiglia e diete. Ne “L’età delle spezie” di Orazio Olivieri (Donzelli Editore), l'autore ci fa compiere un viaggio dall'antica Roma sino al 700, mostrandoci come le spezie, sin dall'antichità, non sono state beni superflui o lussuosi ma necessari e spesso indispensabili anche per i piatti popolari. “La salsiccia Abarth” di Silvano Faggiani (Reverdito ed.) è una variopinta raccolta di cronache, tra la seconda metà dell'800 e a cavallo del secolo successivo, che ha come nucleo principale la storia dei Würstel con tante notizie curiose e divertenti. A chiudere la sestina dei finalisti c'è “Almanacco alimentare 2019” di Marco Consentino, (A.Gigli,L.Piretta) che mette "su carta" un piatto al giorno cercando di coniugare i piatti della tradizione assieme alla ricerca del benessere.
Una sestina “variegata e importante” sottolinea il presidente della fondazione della Città del Libro Gianni Tarantola, che «nasce alla gastronomia un indubbio valore letterario». Tarantola sottolinea l'originalità e la ricercatezza del percorso che porta alla scelta della sestina: «Siamo invasi da libri di ricette di ogni tipo e qualità. Sarebbe stato facile dare spazio a questa tipologia di volumi che incontrano molto successo nelle vendite. Ma il Bancarella Cucina, sin dalla nascita, nel 2006, non ha cercato quella comoda strada ma ha creduto nell'incontro tra gastronomia e letteratura. Perciò abbiamo sempre cercato di portare alla serata finale del Bancarella Cucina opere con una storia, un racconto, una dimensione letteraria che si unisca al contesto culinario». Nel periodo che precede la serata finale del Premio, i 60 librai dell’Unione Librai Pontremolesi e dell’Unione Librai delle Bancarelle, e i 20 “esperti dell’ambiente enogastronomico”, voteranno, a mezzo di scheda segreta, che verrà poi consegnata al notaio, il libro che a cui andrà la statuetta del S.Giovannino di Dio, patrono dei librai. “Vincitore assoluto” che verrà proclamato alla Rosa, al termine dello spoglio pubblico delle schede.—
Riccardo Sordi
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