Sicurezza
Ponti, gallerie e invasi a monte no ai progetti per il Carrione
Il pubblico dei cittadini boccia le proposte contenute nel “Master Plan” e illustrate in Comune. «Opere costose e inutili, fate i controlli sui ravaneti»
CARRARA. La sensazione, l’altra sera in Sala di Rappresentanza del Comune, quando un gruppo di ingegneri tra cui Gennarino Costabile, il Responsabile regionale dell’assetto idrogeologico del territorio e l’assessore all’ambiente della Toscana Federica Fratoni, sono arrivati da Firenze per illustrare alcuni punti del Master Plan degli interventi di mitigazione del rischio idraulico sul bacino del Torrente Carrione, è stata quella di rivivere i momenti concitati di Assemblea Permanente.
Il messaggio è arrivato forte e chiaro: ai carrarini non piace il Master Plan regionale e a farne le spese è stato l’ingegner Gennarino Costabile, interrotto più volte.
Doveva essere una illustrazione tecnica di quello che costituisce una parte del Master Plan degli interventi sul Torrente Carrione approvato dalla Giunta regionale nel 2016. Ma il punto di divergenza fondamentale si potrebbe sintetizzare con il fatto che mentre i cittadini, puntando il dito contro la cattiva gestione dell’escavazione al monte che ha prodotto ravaneti colpevoli di rendere impermeabile la montagna, trovano costose, inutili e non sicure le misure del Master Plan: dalla galleria, del costo di 24 milioni di euro, lunga 500 m etrie larga 6 tra i 2 torrenti Gragnana e Torano affluenti del torrente Carrione, agli invasi vale a dire le 2 vasche posizionate una ai Ponti di Vara e una presso un affluente del torrente Colonnata alte 14 metri, fino alle 9 briglie previste lungo i corsi d’acqua per eliminare il trasporto solido sul corso d’acqua; , per l’ingegner Costabile invece, come ha ripetuto più volte davanti a tutti, si tratta di 2 questioni che vanno di pari passo su binari paralleli: la sicurezza relativa alla portata idraulica dei corsi d’acqua e la gestione dell’ambiente circostante, sul cui ultimo profilo tra l’altro, il tecnico non ha nessuna voce in capitolo, spettando questa al Comune attraverso le risorse regionali.
«In questo momento il centro storico non è in sicurezza-ha ripetuto più volte-senza interventi, al ponte della Bugia sulla portata trentennale arrivano 177 metri cubi e non può reggerle: con galleria e i 2 invasi che si riempirebbero solo in caso di evento straordinario di piena-ha sottolineato- invece arriverebbero 90 metri cubi e il ponte ce la farebbe a far passare l'acqua. Mentre con la sola galleria senza gli invasi i metri cubi sarebbero 110».
A nulla sono valsi i tentativi per riportare ordine da parte dell’assessore Sarah Scaletti e dell’assessore Andrea Raggi, il quale, a un certo punto tirato in causa anche lui ha replicato: «Noi siamo al di sopra di qualsiasi sospetto, da voi non ce lo aspettiamo-e rivolgendosi ai cittadini agitati-La manutenzione del Carrione è di competenza del Consorzio di Bonifica, al Comune spetta lo studio dei ravaneti con il Piano attuativo dei bacini estrattivi, cosa che sta facendo».
«E’ dal 2003 che è cominciato lo scempio e c’è un motivo ben preciso», «La perizia nel processo aperto in seguito all’ultima alluvione parla esplicitamente di cattiva gestione dei ravaneti», «Le briglie non fermano fango e marmettola»: sono state solo alcune delle questioni sollevate dai presenti, ma l’applauso più fragoroso è arrivato ad una cittadina che si è lanciata in una difesa accorata dei ponti storici: «La Regione e il Comune vogliono abbattere i nostri ponti storici» ha protestato.
«Questa Amministrazione ha a cuore i ponti storici-è intervenuto allora Raggi- e si è impegnata in una interlocuzione intensa con la Regione per non abbatterli. Poi magari non si riuscirà a fare tutto, però allo studio ci sono tutte le alternative possibili per evitare l’abbattimento».
Anche Claudia Bienaimé ex consigliere comunale, è intervenuta rivolgendosi in primis all’assessore Fratoni, parlando di progetti calati dall’alto senza che la Comunità di Carrara potesse dire la sua e senza che il progetto sia stato mai votato da nessuna assise: «Ricordo che grazie a Legambiente le portate in origine alla base dello studio sono state riviste: e quelle portate lì che dite ora, con la piena comunque il fiume non ci arriva perché il reticolo idrico a monte oggi non esiste più. La premessa dello studio Seminara, su cu cui si basa il Master Plan, è che ci sia rimozione di terre e marmettole e risistemazione dei reticoli idrici a monte: e voglio vedere su questo cosa farà l’Amministrazione comunale. E poi anche i ponti sono di competenza vostra assessore Raggi!». —
Francesca Vatteroni
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