Gioco
Ugo Vanelo investe 10 milioni in Sardegna: farà un maxi cantiere
La famiglia è già titolare dei Cantieri Valdettaro e di Marina del Fezzano: «A Carrara manca il travel lift...»
CARRARA. La famiglia carrarese Vanelo, nata storicamente dal punto di vista imprenditoriale dalla lavorazione dei lapidei ma che successivamente, per la precisione 30 anni fa, aggiunse il ramo della nautica, si ingrandisce e investe 10 milioni di euro a Cala Saccaia a Olbia, creando così il più grande polo per la cantieristica navale del Mediterraneo.La famiglia Vanelo, come ci spiega Ugo, uno dei figli del capostipite Giorgio, comincia a diversificare l’attività di famiglia (il granito e la sua lavorazione), già negli anni 90 con ancora lontana la crisi che negli anni 2000 dopo l’avvento della nuova tecnologia, avrebbe portato via i telai dal piano alla cava determinando una forte diminuzione delle segherie, e decide di acquisire i Cantieri Valdettaro presso le Grazie, una frazione di Portovenere.
«Fu sicuramente un passo lungimirante, del resto la vela era ed è una mia grande passione, così la famiglia mi supportò in questo progetto e oggi la nautica rappresenta la componente maggiormente trainante dei nostri gruppi societari» racconta Ugo Vanelo, facendo riferimento al settore lapideo che nel frattempo, e per l’appunto, oggi è diventato socio di minoranza nelle società di famiglia. Ma prima ancora dell’acquisto dei cantieri Valdettaro, Ugo Vanelo, sempre affiancato dalla famiglia, nel 1994 finiti gli studi presso la facoltà di Giurisprudenza, realizzò il primo porto galleggiante d’Italia a Marina del Fezzano (sempre nello spezzino), che oggi ospita ben 270 posti barca.
In seguito venne quindi rilevato lo storico cantiere Valdettaro, dove si eseguono lavori di ordinaria e straordinaria manutenzione, da piccoli gozzi in legno a megayacht fino a 100 metri e che possiede una lunga tradizione nelle operazioni di restauro delle barche d’epoca (come Vera Mary, la goletta di 22 metri dono di Re Giorgio V d’Inghilterra nel 1935 a un amico o come Capricia, il dono dell’avvocato Agnelli alla Marina Militare). Successivamente ancora, il gruppo si allargò ulteriormente con investimenti e capannoni a Massa dove si svolgono lavorazioni per conto di grandi brand della cantieristica navale. «Adesso Olbia: una delle mete principali della nautica.
Era inevitabile per noi, visto che siamo player importanti della cantieristica» ricorda Vanelo che con questo grande insediamento produttivo destinato alla nautica da diporto, dotato del contestuale rimessaggio delle imbarcazioni per una superficie di oltre 30mila metri quadrati (con un potenziale di circa 50 occupati), mette a segno un risultato straordinario proprio in Costa Smeralda, capitale mediterranea del turismo e delle imbarcazioni di lusso.«A Carrara è più difficile realizzare un certo tipo di nautica-continua a spiegare Ugo Vanelo quando gli chiediamo perché non pensare in grande anche sul nostro territorio-non c’è uno sbocco sul mare comodo e non ci sono prezzi agevoli per il varo delle imbarcazioni: le gru sono molto impegnate con i traffici del porto, ci vorrebbe un travel lift per poter varare e alare le barche a prezzi competitivi. Spezia c’è riuscita ed è diventata un polo della nautica a livello nazionale. Peccato. Perché Carrara è vicina alle ville, a Forte dei Marmi ed è vicina a Milano: sarebbe comoda» ha commentato con rammarico l’imprenditore.
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