Il Tirreno

Sanac, dal tavolo arrivano garanzie sull’occupazione «Serve investire»

Libero Red Dolce
Sanac, dal tavolo arrivano garanzie sull’occupazione «Serve investire»

Dal Mise la delegazione apuana torna ottimista ma vigile si aspetta il piano industriale, poi parte la trattativa vera 

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Moderata ma ottimistica soddisfazione della delegazione apuana - sindacati, sindaco Francesco Persiani, presidente delle provincia Gianni Lorenzetti e i deputati Cosimo Maria Ferri e Riccardo Ricciardi - dopo l’incontro al tavolo del Mise sul tema Sanac. Garantiti i livelli occupazionali per i contratti a tempo indeterminato, ma restano perplessità, da valutare visto che l’accordo è in divenire, sul piano industriale e i contratti a tempo determinato e i somministrati.

Al tavolo non è presente Arcelor Mittal, il compratore. È anche per questo motivo che non si può considerare l’incontro di ieri che interlocutorio. La trattativa sindacale vera e propria entrerà nel vivo dalla metà di maggio, quando, piano industriale alla mano, le parti potranno sedersi faccia a faccia per discutere il futuro dell’impianto massese.

Per i sindacati al tavolo c’erano Nicola Del Vecchio della Cgil, Stefano Tenerini della Cisl e Fabrizio Della Pina della Uil. Anche tra i sindacati il clima è di moderato ottimismo, con la certezza che solo tra un mese circa si inizia a fare sul serio. Ovviamente con il conforto di avere avuto rassicurazioni dagli amministratori straordinari di Sanac che il livello occupazionale non verrà toccato.

L’offerta presentata infatti prevede il mantenimento dell’attuale bacino occupazione dei lavoratori a tempo indeterminato, che sono 117. Ed è una cosa che vale per tutti gli stabilimenti. Nove sono a tempo determinato. «Piano industriale alla mano ci sarà da ragionare sul mantenimento di tutti i rapporti di lavoro dei tempi determinati. E ci sono anche i lavoratori a somministrazione», spiega proprio Nicola Del Vecchio. L’intenzione dei sindacati è di non arretrare nemmeno di un’unità.

La firma ufficiale è stata rinviata di qualche giorno per alcuni chiarimenti tecnici. Fatta questa rimarranno due passaggi ulteriori: l’ok dell’Antitrust e l’accordo sindacale, che sono vincolanti. vincolante. La chiusura definitiva, Secondo i commissari, dovrebbe arrivare nel migliore dei casi a luglio, al peggio a settembre.

L’attenzione rimane alta sulla questione industriale. Con l’amministrazione straordinaria era stata garantita una produzione che serviva non solo lo stabilimento di Taranto ma anche quella di altri clienti. Con la nuova proprietà si produce di più, con un aumento del 15%, con ordini per importo maggiore del prodotto. Esclusivamente assorbiti da Ilva.

E questa paradossalmente può essere una minaccia per Sanac Massa. L’impianto locale infatti produce materiale anche per fuori, produzioni che ora hanno avuto un freno. Per adeguare gli impianti alle esigenze di Taranto, Massa necessita di ammodernamenti. A questo sono legati anche alcuni accordi di secondo livello: «in media migliorativi di 300 euro rispetto ad altri impianti. Vogliamo che siano mantenuti», specifica Tenerini. E su questo il sindaco Persiani conferma l’impegno dell’amministrazione « a fianco di operai e sigle sindacali. Ritengo l’impegno delle istituzioni apuane importante. ».

“Il Governo ha indicato i tempi, ma servono garanzie e un piano industriale che coinvolga lo stabilimento di Massa.Il passaggio definitivo ad Arcelor Mittal avverrà a settembre, ma nel frattempo è necessario che la Sanac sia protagonista del progetto industriale La priorità, quindi, deve essere quella di accelerare i tempi», commenta Feri.

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