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Via alla raccolta fondi degli ex operai Pignone: «Siamo soli, politica e sindacati sono assenti»
90mila euro per 21 pensionati, tanto devono all’azienda. L’appello a modificare la legge: «Non succeda più ad altri»
MASSA-CARRARA. Al primo caso nazionale di una raccolta fondi di ex operai per pagare le spese legali all’ex datore di lavoro la politica non c’è. I sindacati non ci sono. Tutti erano invitati. «Avremmo voluto che fossero qua le istituzioni, i politici che ci rappresentano sul territorio, i rappresentanti sindacali. E invece siamo soli, con tristezza mi sento dire che non siamo interessanti. E allora il nostro appello va a tutti quelli che vorranno aiutarci: lanciamo una piattaforma online per raccogliere i soldi. Donate un euro, due: quello che potete», dice l’avvocato di queste ventuno famiglie di ex dipendenti del Nuovo Pignone, Nicoletta Cervia(foto a destra).
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COME DONARE
Per le donazioni questo è il numero per contribuire: IT 21 D 0200824502000105587429. Oppure sulla piattaforma online "Gofoundme": il nome è "Davide contro Golia". Dopo i primi giorni raggiunta la quota di 130 euro, la strada è molto lunga
Ne hanno da raccogliere novantamila, tanti quanti ne devono pagare per le spese legali. Come vuole la legge, quella che è cambiata nel 2014 e che ora prevede che in caso di sconfitta in una causa di lavoro non esista più la compensazione per la parte debole, cioè il dipendente. I processi sono nati prima, anche sotto il cappello di questa protezione. E dunque da Carrara partono due appelli: uno a sostenere delle persone che con le loro pensioni dovranno pagare 4mila euro a testa. L’altro a ridiscutere questa legge, con un intervento del legislatore.
Nella saletta consiliare del comune di Carrara ci sono i reduci. «Ci possiamo definire così - dice Angelo Bertocchi, ex saldatore - purtroppo molti non ci sono più». L’iniziativa è un unicum: la piattaforma operaia. Il Nuovo Pignone, con diritto, dopo essere arrivato in Cassazione si vede riconoscere il pagamento delle spese legali. Una ventina di procedimenti per “danno morale”, quello che in termini più rozzi e meno adatti alle aule, si definisce il danno da paura. La paura di aver vissuto con l’amianto in fabbrica, di avere visto i colleghi morire. Di pensare di essere tu il prossimo annuncio funebre.
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"ALADINO, IL NOSTRO CAVALIERE"
Si ricorda chi non c’è più, come spesso capita. Uniti dall’amianto, chi lo avrebbe detto. «Quindici anni di battaglie e l’emozione gioca forte - dice l’avvocato Cervia -c’erano persone quando abbiamo cominciato che hanno firmato atti e procure e oggi non sono più qui. La nostra raccoltasi trova su “Gofoundme”, per cercarla bisogna scrivere sul sito “Davide contro Golia”». Ma Davide non ce la farà mai, stavolta, se non troverà un sostegno diffuso. Che finora è mancato. Per segnalare la raccolta hanno scelto l’immagine di un operaio, Aladino Lori, morto a dicembre. Si commuove l’avvocato quando lo ricorda. «Ci ha lasciati Aladino, ma era una forza della natura. Non ci ha lasciati perché era vecchio, ma perché aveva un mesotelioma pleurico. Cerchiamo di mantenere alta la memoria di Aladino, è il nostro alfiere». I politici li punta un altro ex operaio, viso aperto, modi affabili e determinati. Si chiama Amedeo Fornari (foto a destra) e vuole che un messaggio passi: «Ribaditelo, ribaditelo che la politica non c’è e noi facciamo un appello. Non ci possono lasciare soli». —
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