Sicurezza
«In ospedale ci si ammala» Allarme infezioni al Noa
Tante le segnalazioni al Tribunale del malato soprattutto per casi di polmonite L’avvocato Fondi: permane la situazione che è stata già denunciata in passato
Allarme infezioni al Noa. «Si entra in ospedale e se ne esce ammalati»: questa la vox populi. Ma sembra proprio che il problema, segnalato già in passato (fra gli altri dal presidente del consiglio comunale Stefano Benedetti), sia tornato. Anzi sia rimasto tale e quale a come era già mesi fa.
Almeno così sembra a giudicare dalle segnalazioni che il Tribunale del malato continua a ricevere.
«Sarebbe errato dire che sono all’ordine del giorno - comincia col fare chiarezza il vicesegretario del Tdm Gianluigi Fondi - ma il problema delle infezioni contratte al Noa esiste».
Non una emergenza ma diversi casi che vengono segnalati dopo il ricovero nei reparti dell’ospedale apuano.
«È bene precisare che non si tratta di problematiche legate alle sale operatorie - spiega ancora l’avvocato Fondi - I medici non c’entrano nulla in questa vicenda. Quello che come Tribunale del malato noi raccogliamo, e molto frequentemente, sono segnalazioni: persone che dopo essere state al Noa per alcuni problemi di salute, ne escono con infezioni. Infezioni che vengono contratte a livello polmonare e non solo».
Un problema che è stato sottoposto in passato anche all’azienda sanitaria e che per i pazienti e i familiari che si sono rivolti al tribunale del malato, non sarebbe stato ancora risolto.
Perché, così sembra dalle frequenti segnalazioni, all’ospedale ci si ammala.
«I casi sono molto simili - si limita a dichiarare l’avvocato Fondi - Sono i pazienti che vengono a raccontarci questi problemi o i loro familiari che ci segnalano di malattie avvenute dopo o durante i ricoveri».
Una situazione che va avanti da tempo e che, stando agli ultimi casi segnalati proprio al Tdm si sarebbe estesa anche al la Don Gnocchi.
«È importante ribadire - conclude l’avvocato - che non abbiamo denunce ma soltanto segnalazioni e che i medici dell’ospedale non hanno alcuna responsabilità».
Una situazione che, per alcuni dei parenti che si sono rivolti al Tribunale del malato, sarebbe da ricondurre a pazienti che, per lo stesso modus operandi dell’intensità di cura, si trovano magari nel letto vicino con diverse patologie. Ad esempio un paziente con edema polmonare e uno con polmonite batterica: situazione che favorirebbe il diffondersi dell’infezione.
Un’altra cosa che viene contestata, ma siamo sempre nell’ambito delle segnalazioni, è l’impossibilità nei vari reparti di aprire le finestre. È vero, sì che esiste un sistema di areazione, ma per alcuni dei pazienti che hanno segnalato problemi di infezioni, funzionerebbe meglio il vecchio metodo dell’arieggiare i locali. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
