Sicurezza
La prima volta dei misuratori nei reparti di lavoro
massa. Otto giorni di analisi in due settimane. Febbraio 1974, i macchinari di misurazione entrano per la prima volta al Nuovo Pignone, al seguito dei dottori Bruno Sperduto, Augusto Altieri, Valentino Rimatori e Giovanni Carelli. L’equipe è guidato dal professore Gaetano Cecchetti.
Si tratta di un sopralluogo concordato tra azienda e rappresentanze operaie per valutare le condizioni di lavoro in fabbrica. L’ex operaio e membro della Commissione ambiente Angelo Spigarolo ricorda: «C’erano state le visite della medicina del lavoro e poi arrivarono questi tecnici molto qualificati. Fecero analisi e valutazioni per qualche giorno, noi capivamo ancora poco».Prelevarono l’aria ambientale per fumi e polveri, dentro alcuni manufatti dove venivano utilizzati liquidi a rischio e prelievi conimetrici per il rischio asbestosi: l’amianto. Tecniche arretrate se comparate a quelle di oggi, come è stato rilevato. Ma valide.
Le considerazioni della relazione sono eloquenti: «sia nei prelievi conimetrici che in quelli con il classificatore differenziale si sono riscontrate fibre di amianto». E più avanti: «Sulla passerella in corrispondenza delle posizioni occupate dagli addetti alla saldatura, circa 15 fibre di amianto per cc di lunghezza superiore ai 5 micron. Anche se tali valori si possono considerare non rigorosamente quantitativi, con possibilità di errori in difetto, in ogni caso risultano nettamente superiore al limite adottato dagli Igienisti Industriali Americani». Questi consigliavano 5 fibre per cc d’aria. Un terzo. —
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