Il Tirreno

la parola a firenze 

«I tavoli qui si fanno poi qualcuno si alza e va a trovare i legali»

C.S.
«I tavoli qui si fanno poi qualcuno si alza e va a trovare i legali»

L’assessore regionale Ceccarelli: «Noi disposti al dialogo l’escavazione è necessaria ma sia sostenibile»

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CARRARA. Il succo arriva alla conclusione di una lunga chiacchierata telefonica, quando Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale con delega alle cave, tira le somme. Perché se gli imprenditori chiedono un tavolo istituzionale, beh lui assicura «che di tavoli se ne sono fatti tanti e se ne possono fare ancora. Ma se al tavolo - ecco la stoccata - si discute in pace, seppur animatamente, poi una parte, quando ci si alza, va dall’avvocato...». Facile, con i ricorsi di Confindustria pendenti al Tar, capire a chi si riferisca l’assessore: «Io - garantisce - sono ancora qui, con il ramoscello di ulivo in mano».

Perché Ceccarelli assicura che «il ruolo della Regione è quello di definire una griglia di regole certe e chiare che non siano vessatorie». Regole non vessatorie per svolgere un’attività «necessaria perché certo - sottolinea - noi non vogliamo privare il mondo di un materiale che contribuisce a renderlo più bello». Premessa fatta, seguono i “però”. Perché se le regole non vogliono essere vessatorie e devono garantire l’occupazionale, devono comunque uniformarsi a quelle «rispettate in tutti i bacini estrattivi della Toscana. Quello che non si vuole fare - chiarisce ulteriormente Vincenzo Ceccarelli - è un passaggio di carattere culturale per svolgere un’attività necessaria - ribadisce - ma che sia sostenibile. Dal punto di vista ambientale, ma anche economico e sociale». Sì, ambiente, ma anche redistribuzione della ricchezza: «Il territorio - fa notare - chiede di essere riconosciuto come area di crisi complessa, va ricordato. Noi, da questo punto di vista vogliamo che si concretizzi un percorso di valorizzazione del materiale in loco e che in loco quel materiale sia lavorato. Una filiera corta e credo che gli sforzi in questa direzione siano compresi dai sindacati e anche da una parte di imprenditoria. Siamo - l’assessore fa la sintesi - per uno sviluppo sostenibile». Anche dal punto economico.

Se la richiesta è un tavolo, tavolo sia perché Ceccarelli ci tiene a rimarcare che la Regione la via della concertazione la pratica e l’ha praticata. Anche sul 58 bis- assicura: «Quell’articolo aggiuntivo alla legge 35 segue una richiesta dell’amministrazione locale a seguito di controlli che hanno rilevato abusi, abusi che la legge punisce con la decadenza. Per evitare proprio la decadenza che avrebbe inciso sul piano occupazionale, prevedendo comunque una sanzione, è nato l’articolo 58 bis. Anche il piano regionale cave è stato oggetto di condivisione. Siamo aperti al confronto, ma non possiamo sposare l’idea “così abbiamo sempre fatto e così continuiamo a fare”. Gli imprenditori con il loro atteggiamento aggressivo - conclude - stanno contribuendo a creare un fronte istituzionale e sociale che altrimenti non si sarebbe delineato». — C.S.

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di Redazione web