Il Tirreno

giustizia amministrativa 

Discussione di fronte al Tar La pronuncia nei prossimi mesi

I ricorrenti hanno prodotto in giudizio una lettera del 2018 in cui secondo il loro parere il Comune mostrava posizioni diverse rispetto alla Regione 

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CARRARA. La decisione i giudici amministrativi del tribunale di Firenze ancora non l’hanno presa, ma le parti (Regione e aziende del marmo), nell’ambito della discussione di ieri, hanno esposto le loro argomentazioni.

Alle porte del Tar hanno bussato 27 imprese del lapideo che contestano l’articolo 58 bis arrivato a modificare le previsioni di decadenza dell’autorizzazione (ai sensi della legge regionale 35) nel caso l’azienda abbia escavato oltre 1.000 metri cubi al di fuori del piano. Il 58 bis se non prevede la decadenza, introduce la sospensione. Le aziende ribadiscono - e lo hanno fatto anche ieri - che l’eventuale escavazione oltre i confini delineati nel piano di coltivazione, si realizza comunque all’interno di un’area destinata all’escavazione. Una sorta di “deviazione” molto spesso determinata - è l’argomentazione dei ricorrenti - da aspetti tecnici della lavorazione e dalla individuazione del filone.

Ieri mattina, di fronte al Tar, la discussione: i ricorrenti hanno ricostruito la loro posizione in relazione alla complessa normativa in materia.

Tra gli atti prodotti in giudizio da chi ha presentato ricorso anche una missiva, a firma Francesco De Pasquale, che nel luglio del 2018 il Comune di Carrara ha inviato alla Regione. Per i legali delle aziende del marmo, quella lettera, in cui, tra le altre cose, il sindaco ribadisce il riflesso occupazionale che «dall’applicazione di determinate disposizioni potrebbe derivare», rappresenta la conferma di un cambio di rotta da parte dell’amministrazione carrarese che, in una prima fase, avrebbe visto le cose diversamente rispetto alla Regione per poi passare a condividerne la linea. Altro tema al centro della discussione al Tar il parere “giuridico” dell’avvocatura regionale richiesto proprio dal Comune di Carrara in merito alla legge 58bis. I legali dei ricorrenti hanno, infatti, ribadito che l’avvocatura regionale «non ha una supremazia gerarchica per cui il Comune sia tenuto ad allinearsi a quanto indicato».

Chi ricorre ritiene, infatti, che la Regione «si prenda progressivamente sempre più spazio».

A rappresentare le aziende davanti al Tar un pool di legali: a curare il ricorso di Confindustria gli avvocati Riccardo Diamanti, Giuseppe Morbidelli, Sergio Menchini, Roberto Righi, Antonio Lattanzi. Altre tre società, che hanno presentato ricorso autonomamente, sono difese, invece dall’avvocato Ferdinando Genovesi e dall’avvocatessa Cristiana Carcelli.

I giudici, ascoltate le parti, si sono riservati. Le pronuncia sul contestato e discusso articolo 58bis arriverà nei prossimi mesi. —

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