Il Tirreno

l’assessore 

«Sui social insulti e odio ho chiesto d’intervenire»

T. G.

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massa. Mosti aveva espresso la propria dichiarazione di voto ed era andata tra il pubblico a salutare alcuni amici. In quel momento Baratta l’ha chiamata in causa per dirle che non erano stati tolti 400mila euro alla cultura e che era disponibile a parlarne con lei: «Certo, ci vediamo in ufficio». Mosti sembra rispondere (l’audio è distante): «Non ora» e Baratta replica: «Ci mancherebbe... Ho di meglio da fare. Ho una bella moglie a casa che mi aspetta, guardi. Vorrei fugare ogni dubbio». Risate tra il pubblico.

Il video condiviso sui social fa sorridere meno persone vicine a Mosti ma anche tanti cittadini. Uomini e donne, che deplorano con commenti poco lusinghieri l’uscita dell’assessore al bilancio, tacciato nel migliore dei casi di cafonaggine e in commenti più crudi di misoginia, maschilismo e poca intelligenza. “Questi sono i tempi che si stanno profilando”, scrivono alcuni, evidenziando come anche a Massa la Lega sia partito di governo (peraltro Baratta, ex Pd, è entrato in giunta da tecnico, ndr).

Per Baratta non sono stati giorni facili. Domenica, affermando di non voler continuare ad alimentare questa polemica e che la vicenda stava assumendo contorni surreali, ribadiva di non dover chiedere scusa a Mosti. «Le uniche scuse le debbo alla mia famiglia per l’ora a cui sono tornato quella notte». Spende alcune parole solo «per i leoni da tastiera che lanciano messaggi di odio. Ho chiesto agli amministratori dei gruppi di intervenire ma ad ora non è stato fatto niente». –

T. G.

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di Redazione Massa