Il Tirreno

Chiude il negozio e attacca: «Egoiste le mogli degli industriali, spendono altrove»

Alessandra Poggi
Serena Ribolini
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Serena Ribolini

Carrara, muore un'altra attività del centro città: si tratta di un negozio di borse e abbigliamento. Ecco lo sfogo della titolare

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CARRARA. Muore un'altra attività del centro città. Aveva aperto nel 2012. Si tratta del negozio di borse e abbigliamento "Natural Winning Women" di via Cavour angolo via 7 luglio; la vendita dei prodotti prosegue online sul profilo Instragram del marchio Natural Winning Women, con consegna entro le 24 ore in città e 48 sul territorio.

Molte le ragioni che hanno portato la titolare, Serena Ribolini, a dire basta, e le sue frasi sono destinate a far discutere. Frasi decisamente di forte impatto. «Intanto c'è da dire - dice Serena - che a Carrara chi ha la possibilità di spendere va a comprare altrove. Non parlo del mio negozio ma della situazione in generale. Anzi colgo l'occasione per ringraziare tutte le mie clienti. Parlo in particolare - scandisce le parole - delle mogli degli industriali, le considero delle egoiste perché i soldi li spendono fuori città. Eppure è grazie alle nostre montagne se sono ricche. Secondo me non hanno la cultura dell’attaccamento alla città, lo stesso si può dire anche per i ristoranti».

«C'è poi da dire - prosegue nella sua amara analisi - che continuare a negare che la situazione del commercio non è rosea e che non ci siano problemi è sbagliato. Ci deve essere una presa di coscienza di questo. A cominciare dalla stessa amministrazione. Cosa hanno intenzione di fare gli 'assessori Andrea Raffi e Federica Forti per arginare tutte queste chiusure? Non vedo un'amministrazione partecipe, e non percepisco una forza trainante che possa risollevare la situazione».

Serena è un fiume in piena e punta il dito anche sugli stessi commercianti: «Quando ci sono le riunioni vengono in tre - dice - capisco che ci siano i figli e mille altri impegni, ma li abbiamo tutti. I commercianti devono essere più partecipi e più presenti, devono impegnarsi per risolvere il problema». Serena propone anche una ricetta per rilanciare il commercio: «Questa città è spopolata e degradata. E' piena di fondi vuoti. Questo anche perché gli affitti sono troppo alti e i proprietari non scendono a compromessi. Anzi che abbassare l'affitto lasciano il fondo vuoto. L'amministrazione dovrebbe rintracciare i proprietari dei fondi e suggerirgli di affittarli a prezzi onesti. La città va rivalutata, serve più amore per l'arte e rispetto per la nostra cultura. Parliamo della capitale mondiale del marmo, famosa in tutto il mondo, con un centro storico senza un negozio di souvenir del marmo. I fondi dovrebbero essere pieni di studi d'arte, di pittori, di attività legate all'arte - conclude - invece non c'è niente di tutto questo».

E proprio in questi giorni ha chiuso anche il negozio di bigiotteria sotto i portici di via Roma, mentre poco sopra, all’angolo con la Galleria ha aperto un franchising cinese di cover e materiale per telefonia mobile.

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