Sicurezza
«Giusta la protesta dei cavatori, difendono anche l’indotto»
Il sostegno allo sciopero di Giorgio Bianchini di Benetti macchine, vicepresidente di Assindustria Massa Carrara
CARRARA. «La protesta dei cavatori è sacrosanta perché difendono non solo il proprio posto di lavoro ma anche quello di tanti altri lavoratori dell'indotto e di tante aziende legate alla escavazione e lavorazione del marmo» così Giorgio Bianchini, socio della Benetti Macchine Spa e vicepresidente degli Industriali di Massa-Carrara sullo sciopero di lunedì nel mondo del marmo di Carrara e della Versilia.
«L'attività delle cave del comprensorio Apuo-versiliese – spiega Bianchini nel suo documento diffuso in merito alla - deve essere vista nella sua dimensione più ampia. Si tratta di un’attività che genera un indotto locale e ricadute occupazionali importantissime per il territorio. Il lavoro delle cave di Carrara e del resto del distretto hanno generato negli anni un tessuto di aziende, fra cui la nostra è un esempio lampante, che sviluppano tecnologie uniche al mondo per l’escavazione e la lavorazione di marmo, pietre e graniti. Gli sviluppi tecnologici delle nostre macchine vengono sempre testati a Carrara prima di essere esportati sui mercati mondiali perché la competenza e l’esperienza dei cavatori Carraresi è riconosciuta essere unica al mondo. E anche questo è un valore che non possiamo perdere».
«Non dobbiamo mai dimenticare infatti come la filiera del marmo pur partendo dal monte sia lunga e variegata- aggiunge Bianchini -. E' un ciclo virtuoso in cui le aziende lapidee, utilizzano le aziende meccaniche e queste a loro volta altre aziende di fornitura di beni e servizi e così via. Chiudere le cave significherebbe spezzare tutta la catena con ovvie ricadute produttive e quindi occupazionali».
«Le nostre aziende utilizzano – esemplifica Bianchini, nel suo intervento sulla manifestazione in programma lunedì prossimo a Carrara - tanti fornitori locali e quindi fungono da ulteriore volano per l’occupazione e il benessere del territorio. In particolare Benetti Macchine utilizza il 50% di fornitori localizzati in Toscana e addirittura il 33% nelle provincie di Massa-Carrara, Lucca e La Spezia. Quindi quando si dice che l’attività estrattiva va a beneficio solo di pochi eletti si racconta un falso assoluto perché il beneficio si irradia nel territorio e impatta su un numero di persone elevatissimo».
«Chi è contro l’impresa insomma è contro il lavoro. Ogni impresa deve rispettare le regole ovviamente, ma le Istituzioni devono anche evitare che leggi e regolamenti siano concepiti come punitivi. Servono invece azioni e politiche che sostengano e incoraggino uno sviluppo equo e sostenibile sia per l’ambiente che per le persone», conclude Bianchini. —
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