Il Tirreno

storia a lieto fine 

Non risponde al campanello l’amico lo salva da un infarto,

Aldo Antola
Non risponde al campanello l’amico lo salva da un infarto,

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massa. Chi trova un amico trova un tesoro, e a volte quel tesoro gli salva pure la vita. Si potrebbe riassumere così la vicenda che ha visto il provvidenziale salvataggio di un anziano colpito da infarto.

Siamo a Borgo del Ponte. Enzo Petruzzi, 75 anni, ha un malore, sente una fitta fortissima al torace. Improvvisamente perde conoscenza e finisce a terra, esanime: il suo cuore è alle prese con un infarto. È mattina presto e dopo qualche minuto l’amico Nico, Nikolin Gega, che abita nei paraggi, passa come al solito per un saluto prima di andare al lavoro. Suona il campanello, nessuna risposta, insiste perchè sa bene che Enzo a quell’ora non esce: deve essere in casa, ma nulla di nulla. Nessuno arriva ad aprire la porta. Allora Nico - di origini albanesi, arrivato in Italia nel 1996 e ormai integrato alla perfezione, ha famiglia e diverse piccole attività - si allarma; prova a contattare l’amico al cellulare e, da fuori, sente squillare il telefonino all’interno della casa, ma nessuno risponde. A quel punto, trova un pertugio al piano superiore, un varco e quindi entra e chiama i soccorsi. La tempestività è stata provvidenziale per evitare il peggio: il signor Petruzzi, infatti, dopo un intervento all’Opa è salvo e ha già avviato la riabilitazione alla Don Gnocchi.

Nico è stato uno dei primi albanesi ad arrivare in Italia nel 1996 mentre l’amico Enzo Petruzzi ancora lavorava in Francia, dove è rimasto 27 anni per guadagnarsi la pensione da godersi nel nostro paese. Nikolin Gega era arrivato in Italia al tempo della crisi albanese come muratore ed aveva già avuto successo nell’edilizia, poi vista la crisi delle costruzioni ha cercato una diversificazione e, trovato un ottimo terreno in Lunigiana, si e reinventato apicoltore ed ora il suo miele e gli altri prodotti sono molto ricercati.

Nico in queste settimane è andato sempre a trovare in ospedale e poi ora alla Don Gnocchi l’amico Enzo Petruzzi per sostenerlo e fargli compagnia. Ed è proprio in una di queste visite che li abbiamo fotografati. Amici per la pelle, e per la vita. —

Aldo Antola

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