Il Tirreno

il procuratore va in pensione 

Il 5 maggio Giubilaro saluta «Sono i miei ultimi metri qui»

Libero Red Dolce
Il 5 maggio Giubilaro saluta «Sono i miei ultimi metri qui»

«C’è una certa emozione, sono passaggi che coinvolgono» racconta in conferenza stampa E auspica che la cooperazione tra forze aumenti sempre più 

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MASSA. Lacrima un po’, ma da un occhio solo. “Non è per commozione, solo una congiuntivite”, rassicura il procuratore Aldo Giubilaro col tono ironico che ama parlando coi giornalisti. Ma qualcosa che si muove nel suo animo c’è davvero, come vuole d’altronde l’etimologia latina di commuovere, che viene dall’unione di cŭm ‘con’ e movēre ‘muovere’. E infatti - ché nel linguaggio tutto si tiene – Giubilaro rimane nella metafora spaziale: «Se non sono gli ultimi centimetri, di certo sono gli ultimi metri della mia esperienza, non solo a Massa, ma come procuratore. E come potete capire un po’ di emozione c’è, sono passaggi che coinvolgono».

Il 5 maggio sarà collocato in pensione per limiti raggiunti di età e quella  sulla banda sgominata in carcere potrebbe essere stata l’ultima conferenza stampa per un’operazione della sua carriera. Ringrazia come sempre le forze impegnate, in questo caso particolare carabinieri e polizia penitenziaria, ma stavolta torna più volte su un concetto, un messaggio che vuole lasciare come eredità. Cooperazione. La introduce con l’espediente di un fatto morale: «Ho una convinzione: che ognuno sia vittima di se stesso e che dunque occorre che nella vita ognuno faccia il suo. Nessuno è un tuttologo, bisogna rispettare quello che fa bene, che sa fare meglio di me. Quando chiedo una collaborazione ci mettiamo intorno a un tavolo e ognuno dà il meglio che può dare»

La criminalità d’altronde non lavora creando attese o seguendo sempre schemi prefissati. «La situazione è sempre più articolata, criminalità non va per competenza, va avanti e fa. Se in una situazione di questo genere pretendiamo di poterla contrastare con comparti separati dimostriamo di avere i paraocchi. Ed è bene che ci siano collaborazioni tra le varie forze e che siano sempre maggiori». Polizia, carabinieri, guardia costiere, guardia di finanza, penitenziaria, giudiziaria e tutti quelli che dimentichiamo: la cooperazione tra corpi dello stato è una sua idea fissa.

In chiusura ringrazia i carabinieri, tornando anche sulle indagini sulla caserma di Aulla che qualche scossa aveva dato, almeno apparentemente, nei rapporti tra l’arma e la procura. «Ringrazio in particolare i carabinieri di Massa Carrara, che operano sempre con passione e partecipazione. Nonostante alcuni circoscritti episodi, limitati a soggetti e situazioni particolari» Attestati di stima ricambiati dal comandante provinciale Massimo Rosati e dal colonnello Tiziano Marchi. Chissà se negli ultimi metri ci sarà spazio per un ultimo guizzo. —




 

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