Il Tirreno

carlo milani 

«Casa socialista a Forno, adesso va recuperata»

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massa. Carlo Milani, esperto di questioni ambientali, interviene sulla Casa socialista di Forno: «A quanto pare - scrive - la vendita è stata scongiurata. Molto bene, per quello che l’edificio rappresenta come storia e come fondamentale punto di aggregazione per il paese e non solo. Ora però dalle parole si dovrà passare ai fatti, cioè ad investimenti adeguati di ripristino e manutenzione, ad evitare che il degrado pian piano si impossessi dell’edificio, come è accaduto per altre strutture pubbliche. Senza parlare delle colonie, ricordiamo operazioni immobiliari fallimentari che avrebbero meritato l’attenzione della Corte dei Conti come l’acquisto della Cartiera di Canevara e della Concia al Borgo del Ponte lasciate in abbandono, poi rivendute a metà prezzo. Sembrano avviate su questa strada anche altre operazioni pubbliche più recenti come l’acquisizione del Pomario lasciato a roveto mentre il capannone comunale che il Cat deteneva senza titolo e senza pagare affitto va in rovina. Sia la Concia che l’ex Cat erano state indicate nel Piuss come centri di aggregazione giovanile. Potrebbe spiccare come elemento positivo - scrive Milani - l’acquisizione dell’unico mulino ad acqua funzionante, a Canevara, solo se si procedesse alla riattivazione della gora per il cui ripristino oltre vent’anni fa è stata spesa dalla Provincia una cifra considerevole. Senza il ripristino della gora e la riattivazione del mulino saremmo di fronte all'ennesimo buco nell’ acqua , tanto per restare in tema, ed anche questa operazione, a mio avviso, meriterebbe l’attenzione della Corte dei Conti». —



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